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Padova. Un boss garante dei detenuti, il caso finisce in Procura PDF Stampa
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di Luca Preziusi


Il Mattino di Padova, 5 marzo 2021

 

Indignazione bipartisan per il voto a Messina Denaro dato in segreto da un consigliere Alain Luciani (Lega): "Faremo una segnalazione all'Antimafia". Bisognerà aspettare ancora per avere un garante dei diritti dei detenuti a Padova. Non il tempo che ci vorrà a catturare il latitante Matteo Messina Denaro, ma almeno un'altra settimana per riprovare ad eleggerlo dopo l'esito negativo del voto di mercoledì sera.

Il nome del boss mafioso ha creato un caso in consiglio comunale. Il garante non è stato eletto infatti per un solo voto, che qualche consigliere ha pensato di dare proprio a Matteo Messina Denaro, condannato a più ergastoli e ricercato dal 1993, lasciando così agli atti di Palazzo Moroni un sarcasmo del tutto fuori luogo. E senza l'attenuante della superficialità, considerando la delicatezza del tema affrontato in consiglio comunale.

Quando il nome del latitante siciliano è stato letto in aula, dai banchi il dissenso e il malcontento si è sentito. Ma il voto di lunedì era segreto, e quindi nonostante non sia complicato farsi due conti, il "colpevole" rimarrà impunito.

Le reazioni però il giorno dopo sono arrivate da tutti i fronti: "Perché a Padova dobbiamo avere sempre il deficiente di turno? - si chiede il pentastellato Giacomo Cusumano senza mezzi termini - Paragonare la figura di un mafioso al garante per i diritti dei carcerati è semplicemente da deficienti, non ci sono altri termini per descrive l'ignoranza e l'incapacità di pesare i propri gesti di alcune persone. Ma è stato facile per lui scriverlo perché tanto il voto era segreto. Se ha il coraggio delle sue azioni esca allo scoperto".

Ancora più dura è la consigliera della civica di Arturo Lorenzoni, Stefania Moschetti: "Dopo mesi il consiglio comunale si è riunito in presenza per nominare il garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale. Un consigliere ha votato, scrivendo il nome di Matteo Messina Denaro: un mafioso italiano, legato a Cosa nostra, tra i latitanti più pericolosi e ricercati al mondo. Imbarazza avere colleghi di tale miseria morale", scrive sulla sua pagina Facebook. A condividere il post è il leghista Alain Luciani, solitamente su posizioni decisamente contrapposte a quella di Moschetti: "Non solo concordo con la collega, ma sinceramente io sto valutando un esposto alla Procura della Repubblica, oltre che all'Antimafia".

Nel frattempo la designazione del Garante dei detenuti slitta probabilmente alla prossima settimana. La frattura emersa nei giorni scorsi in maggioranza ha avuto i suoi effetti, e quindi non sono bastati i 21 voti per raggiungere i due terzi dei voti dei consiglieri, necessari ad incaricare Antonio Bincoletto. Ne servivano 22. Quando si tornerà in aula servirà ancora la maggioranza qualificata (i due terzi del consiglio), mentre qualora fossero inevitabile una terza convocazione basterà quella semplice.

 

 

 

 

 

 

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