Domenica 05 Dicembre 2021
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

Pistoia. Stabat Mater, il pianto di Maria messo in scena dai detenuti PDF Stampa
Condividi

di Antonio Sanfrancesco


Famiglia Cristiana, 5 marzo 2021

 

Il progetto dell'associazione culturale Electra Teatro rallentato dal Covid. "Abbiamo concluso le riprese a dicembre e ora siamo nella fase della post-produzione", spiega il regista Giuseppe Tesi, "per questo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per poter concludere il nostro progetto. I tempi sono difficili e abbiamo bisogno di aiuto".

Dare voce al dolore della Vergine Maria attraverso i detenuti del carcere di Santa Caterina di Pistoia. È il progetto dell'associazione culturale Electra Teatro impegnata in un progetto approvato dal ministero della Giustizia che prevede la realizzazione di un cortometraggio i cui attori-protagonisti sono i detenuti del penitenziario toscano, affiancati da attori professionisti, tra i quali Melania Giglio e Giuseppe Sartori, con la regia di Giuseppe Tesi.

L'iniziativa prevede la messa in scena dello Stabat Mater, dramma poetico tratto dall'opera Madri (Oèdipus ed.) di Grazia Frisina dove Maria è rappresentata nella sua più terrena e struggente maternità; una madre dunque che avrebbe ben volentieri rinunciato ad essere beata di fronte alla morte violenta e ingiusta del Cristo, suo figlio. "Il lavoro e le riprese, che hanno avuto inizio a gennaio 2020, sono stati interrotti a inizio marzo dell'anno scorso a causa del lockdown", spiega Tesi, "sono stati nuovamente ripristinati, nel mese di settembre e conclusi a dicembre.

Ora siamo nella fase della post-produzione e abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per poter concludere il nostro progetto. I tempi sono difficili e abbiamo bisogno di un aiuto economico".

Come Frisina ha dato voce a Maria, donna del silenzio, così, spiegano dall'associazione, "il lavoro teatrale e cinematografico che Electra sta realizzando con i detenuti della Casa circondariale di Pistoia, ha tra i suoi obiettivi quello di dar parola a chi è impossibilitato a far udire la propria voce".

L'obiettivo cardine è unire la valorizzazione della persona allo sviluppo della sua autonomia, coerentemente con la vocazione dell'articolo 27 della Costituzione, andando nella direzione di un re- inserimento sociale che superi una logica strettamente assistenziale.

"Il testo di Grazia Frisina", spiega il regista Tesi, "ben si presta a compiere un articolato percorso altamente formativo, sotto il profilo culturale, artistico, pedagogico e disciplinare: una crescita linguistica anche utile ai detenuti di lingua straniera, essenziale per la loro integrazione sociale. Partendo dal presupposto che, per garantire maggiore sicurezza e prevenire la recidività a delinquere, sono necessari percorsi formativi ed educativi atti a promuovere l'autostima, il linguaggio cinematografico, ancora una volta, ha lo slancio affettivo e professionale atto a svolgere un efficace percorso di "educazione alla legalità̀". Il progetto si prefigge di poter sviluppare le personali potenzialità creative e culturali, ristrutturando l'identità sociale e rispondendo al necessario reinserimento della persona nella cittadinanza attiva".

Perché la scelta è caduta proprio sullo Stabat Mater? "Si tratta di un testo di grande impatto spirituale ed emotivo", prosegue il regista, "consente uno sviluppo e una trasposizione in chiave contemporanea. Il pianto della Madre di Cristo è il pianto di tutte le madri di fronte al sacrificio e all'abbandono, ai troppi e recenti fatti di cronaca cui, ancora oggi, purtroppo assistiamo. Il Coro e la Corifea suggeriti dal testo quale controcanto all'azione, permettono di accogliere un numero multiplo di "attori" ai quali è stato proposto il lavoro, anche considerando l'attuale presenza in carcere di ottanta detenuti.

Nell'ambito dello sviluppo drammaturgico e analitico dello scritto, ognuno ha avuto l'opportunità di manifestare il proprio grido, il proprio disagio, la propria essenza, realizzando la concreta opportunità di ascolto e di rinascita. Il momento apice della rappresentazione del lavoro all'esterno costituisce infine la sintesi e la conferma dei risultati, ottenuti attraverso un duro percorso disciplinare, grazie al riconoscimento e all'apprezzamento del pubblico". Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia, Fondazione "Un Raggio di Luce", Ordine degli avvocati, Società della Salute Pistoiese e numerosi benefattori privati con donazioni. Per info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 
 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it