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Regolarizzare i migranti, ora cresce il pressing PDF Stampa
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di Ilaria Sesana


Avvenire, 5 marzo 2021

 

I dati emersi dal rapporto di "Ero straniero" ci spingono a dire che provvedimenti straordinari come le sanatorie sono importanti, ma non sufficienti. E sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull'immigrazione che superi la Bossi-Fini. Non possiamo continuare a negare dei diritti fondamentali a centinaia di migliaia di persone che vivono e lavorano nel nostro Paese". È il commento di don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, una delle associazioni che fa parte della campagna "Ero straniero", alla pubblicazione del dossier in cui si fotografa la situazione di grave ritardo in cui versa la campagna di regolarizzazione degli immigrati irregolari lanciata dal Governo a maggio 2020.

Di situazione "inaccettabile" di fronte ai ritardi con cui sta procedendo l'iter di regolarizzazione dei cittadini stranieri che hanno presentato domanda di emersione parlano anche Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, rispettivamente segretario e tesoriera di Radicali Italiani. "La situazione appare grave anche per altri aspetti - aggiungono.

C'è un tema sanitario: per la campagna vaccinale anti-Covid in corso nel nostro Paese è fondamentale che il maggior numero di persone esca il prima possibile dall'invisibilità in modo da poter garantire l'accesso alle cure e una quanto più ampia copertura della popolazione". Di fronte a questa situazione, "Ero straniero" rilancia la sua legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento il 27 ottobre 2017, con oltre 90mila firme e ora all'esame della Commissione affari costituzionali della Camera.

Cardine della proposta di legge è la possibilità di prevedere una regolarizzazione su base individuale degli stranieri "radicati" sui territori. E cioè una procedura sempre accessibile che dia possibilità a chi è senza documenti di mettersi in regola a fronte della disponibilità di un contratto di lavoro o della presenza stabile sul territorio. Inoltre, la proposta di legge prevede l'introduzione di canali legali di ingresso per lavoro, che facilitino l'incontro tra i datori di lavoro italiani e i potenziali lavoratori dei Paesi terzi. Senza costringere chi migra ad affidarsi a trafficanti e a percorrere rotte irregolari sempre più pericolose.

 

 

 

 

 

 

 

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