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Milano. Nelle tre carceri cittadine i positivi al Covid sono 129 PDF Stampa
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Il Giorno, 14 gennaio 2021

 

Dai dati ministeriali più recenti, Lombardia maglia nera per diffusione del virus. Contagiati in regione anche 90 poliziotti. Lombardia maglia nera tra le regioni d'Italia per numero di positivi al virus in cella. E i tre penitenziari milanesi danno il loro contributo. Come riportato nel report carceri del Dap, aggiornato all'11 gennaio, nei 18 istituti penitenziari del territorio lombardo sono 185 i detenuti contagiati e 9 quelli ricoverati in ospedale.

Nel milanese, 83 sono i casi positivi nel carcere di Bollate, dove è stato allestito un hub covid per i detenuti con virus provenienti da tutti gli istituti della Regione. Tra loro anche quelli che arrivano da San Vittore, dove i positivi sono 36, 10 quelli di Opera. Novanta, invece, gli appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria positivi al virus in regione, dei quali 15 al Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria con sede a Milano.

Più in generale, stando ai dati di questo inizio settimana sono 624 i detenuti positivi al virus negli istituti penitenziari d'Italia, 587 dei quali asintomatici, 26 ricoverati. Un numero complessivo che cresce, a sorpresa, per gli agenti della polizia penitenziaria: 647 i contagiati, 64 dei quali sintomatici. Sessantuno i positivi, invece, fra il personale amministrativo e dirigenziale penitenziario. Sono dati che assumono un certo peso anche in considerazione di quello complessivo: 52.404 i detenuti reclusi nei 190 istituti penitenziari del Paese all'11 gennaio scorso, 36.939 i poliziotti penitenziari.

"Quella del virus tra i detenuti è una situazione difficile che monitoriamo giorno per giorno - spiega il Garante per i detenuti della Lombardia Carlo Lio - la mia solidarietà va a loro ma anche agli addetti della Polizia penitenziaria che stanno affrontando il virus". Lio ieri ha scritto una lettera al nuovo assessore regionale al Welfare Letizia Moratti, anche per chiederle un incontro sul tema della salute dietro le sbarre. "Nonostante i problemi legati alla pandemia - aggiunge il Garante - stiamo continuando i colloqui via web con i detenuti dei vari istituti che chiedono di parlare con il nostro uffici per i motivi più diversi".

Nei giorni scorsi anche la Caritas ambrosiana è intervenuta mettendo il dito nelle piaghe del sistema carcerario milanese dove il sovraffollamento è ancora oltre i limiti di guardia, si registra un aumento dei positivi al Covid rispetto alla prima ondata e sofferenze aggiuntive comportano ai detenuti le misure coercitive assunte in nome della sicurezza sanitaria, come la sospensione di alcune attività risocializzanti, per esempio la scuola, e quella di servizi essenziali affidati ai volontari, la cui presenza è stata drasticamente ridimensionata in nome della sicurezza sanitaria. Temi, questi, emersi dal documento elaborato dagli operatori dell'area carcere di Caritas Ambrosiana, in particolare sulla situazione degli istituti penitenziari di San Vittore, Bollate e Opera.

 

 

 

 

 

 

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