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Stati Uniti. Dopo la speranza la morte: uccisa Lisa Montgomery PDF Stampa
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di Alessandro Fioroni

 

Il Dubbio, 14 gennaio 2021

 

La Corte federale americana ha annullato la sospensione dell'esecuzione della vigilia. Affetta da disturbi mentali aveva assassinato una donna incinta per rubarle il feto. Una funzionaria della prigione accanto al lettino dove vengono legati i condannati a morte in attesa dell'iniezione letale, si toglie la mascherina e chiede a Lisa Montgomery se volesse proferire le sue ultime parole, lei risponde di no e chiude per sempre la sua bocca.

All'1.31 della notte di ieri (le 6.31 in Europa) presso il penitenziario di Terre Haute, stato dell'Indiana negli Usa, si è consumata l'ennesima esecuzione decisa a livello federale e il boia ha messo fine alla vita dell'unica donna detenuta nel braccio della morte da 67 anni a questa parte. Eppure solo lunedi, in una tesissima quanto clamorosa udienza serale, il giudice distrettuale Patrick Hanlon aveva deciso che la pena capitale andava sospesa. Il togato infatti aveva accolto le istanze dei difensori della Montgomery specificando che "l'attuale stato mentale della signora è così separato dalla realtà che non riesce a comprendere razionalmente le ragioni del governo per la sua esecuzione".

Il tribunale poi avrebbe fissato l'ora e la data per un ulteriore udienza "in un ordine separato a tempo debito" in attesa del ricorso, già annunciato, dai pubblici ministeri. Sembrava aver fatto breccia dunque la tesi dei difensori che avevano puntato sulle condizioni psichiche di Lisa Montgomery, mentalmente disturbata a causa degli abusi sessuali subiti da parte del patrigno, con la sostanziale compiacenza della madre, durante l'infanzia. Le violenze subite, secondo altri membri della famiglia natale, sono state così feroci che potevano equivalere a vere e proprie torture. Un'opinione sostenuta anche da 41 avvocati (alcuni a riposo e altri in attività), nonché da organizzazioni umanitarie come la Commissione interamericana sui diritti umani.

Ma nonostante tutto ciò, ieri la Corte Suprema, a maggioranza repubblicana, ha ribaltato la sentenza del giudice Hanlon e ha dato via libera all'esecuzione. A niente sono valse le prese di posizioni e le ragioni portate avanti contro la pena di morte a livello nazionale compresa quella della suora cattolica anti pena di morte Hellen Prejean. Probabilmente, in una nazione ancora fortemente caratterizzata dal sentimento biblico degli evangelici, ha contato molto lo spirito di vendetta, non di giustizia, della famiglia e gli amici di quella che fu la vittima di Lisa Montgomery.

Era il 2004 quando a Skidmore, nel Missouri, la 23enne Jo Stinnet venne uccisa in circostanze tragiche e inquietanti che molto spiegano circa la personalità disturbata della donna condannata a morte. La vittima venne contattata in rete, un "corteggiamento" lungo e studiato condividendo la passione per i cani. Ma la ragione principale per la Montgomery era che la ragazza era incinta. Un giorno con una scusa guidò quindi fino a casa sua, l'aggredì strangolandola e poi estrasse il feto mentre Jo Stinnet moriva dissanguata. La bambina, che oggi ha 16 anni e vive con il padre, sopravvisse miracolosamente.

Quando la polizia arrivò sul luogo del delitto si trovò di fronte una scena da film thriller psicologico, Lisa Montogomery cullava la bambina sostenendo di averla partorita il giorno precedente. Solo dopo qualche tempo la sua storia inverosimile andò in frantumi e confessò l'assassinio. La condanna a morte arrivò nel 2007, l'anno successivo Lisa Montgomery è stata internata in una prigione federale del Texas dedicata a prigioniere con bisogni "speciali", dove ha ricevuto cure psichiatriche e posta in isolamento per timore che potesse suicidarsi.

Le sentenze di morte sono state bandite nel 1972 e poi autorizzate nuovamente 4 anni più tardi, da allora 16 donne oltre a Lisa Montgomery sono state giustiziate, tutte però a livello statale piuttosto che federale. L'ultima a morire per mano del boia governativo fu Bonnie Heady in una camera a gas del Missouri nel 1953. Nella decisione della Corte Suprema potrebbe aver avuto un peso significativo l'attuale clima politico negli Stati Uniti; da 17 anni vigeva una moratoria interrotta da Trump che ha ordinato di riprendere le esecuzioni federali all'inizio dell'anno scorso. E quella della Montgomery è caduta proprio a una sola settimana dall'insediamento di Joe Biden il quale aveva espresso pubblicamente la sua contrarietà. Inoltre Trump ha interrotto una consuetudine che voleva il fermo della pena di morte nell'imminenza di un cambio di presidenza.

 

 

 

 

 

 

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