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Avellino. Ingerisce 19 ovuli di hashish, detenuto in gravi condizioni PDF Stampa
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di Monica De Benedetto

 

Il Mattino, 7 gennaio 2021

 

Ha ingerito diciannove ovuli contenenti hashish, due è riuscito a espellerli, due gli sono rimasti nell'intestino e quindici nello stomaco. Gli ovuli, evidentemente, non erano ben sigillati ed ha rischiato di morire. L'uomo, un 40enne napoletano, detenuto della Casa circondariale di Ariano Irpino, ora si trova ricoverato in prognosi riservata a Giugliano dopo esser stato operato presso l'ospedale Frangipane del comune in provincia di Avellino.

Il 40enne era rientrato in carcere in seguito a un permesso premio per Capodanno e aveva pensato bene di fare "scorta" per sé e per gli altri detenuti forse anche per "festeggiare" l'Epifania, ma nella serata di martedì si è sentito male, probabilmente per la rottura di uno o più ovuli. Immediatamente soccorso dall'equipe medica dell'istituto e dagli agenti di polizia penitenziaria, è stato portato d'urgenza presso il nosocomio arianese, dove, valutata la gravità della situazione, i sanitari hanno predisposto la sala operatoria per il delicato intervento chirurgico che gli ha salvato la vita.

È stato poi necessario il trasferimento al San Giuliano dell'Asl Napoli 2 poiché la terapia intensiva di Ariano è riservata ai malati di Covid. Le sue condizioni sono serie ma non dovrebbe più essere in pericolo di vita. Certo ha rischiato molto, sia per l'occlusione intestinale, che per il rischio overdose. È stato, naturalmente, aperto un fascicolo d'inchiesta da parte della Procura di Benevento con le indagini da parte della Polizia penitenziaria.

E si riapre il dibattito sulle norme che prevedono il reinserimento sociale dei detenuti. In questo caso quello che doveva essere un detenuto modello tanto da meritare il premio di tornare a casa per le feste, ha ceduto nuovamente alla tentazione di delinquere, prestandosi quale corriere della droga; al vaglio degli inquirenti anche l'ipotesi che sia stato costretto ad ingerire le capsule con l'hashish per rifornire gli altri reclusi.

Sulla questione intervengono i sindacati: "Purtroppo - affermano Vincenzo Palmieri e Luigi Castaldo, segretari dell'Osapp - nonostante i benefici previsti e concessi per legge dai magistrati di sorveglianza di turno, molti detenuti non hanno remore a perpetrare reati, anche rischiando la propria vita. E ciò deve indurci a una riflessione, affinché si possano apportare le dovute modifiche legislative, deterrenti per questi incresciosi fenomeni che destabilizzano l'ordine e la sicurezza dei penitenziari".

 

 

 

 

 

 

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