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Firenze. Svolta sulla casa per madri detenute PDF Stampa
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di Jacopo Storni

 

Corriere Fiorentino, 7 gennaio 2021

 

L'Icam nascerà in una palazzina in via Fanfani e permetterà ai figli di non crescere in carcere. Dalla Regione 350 mila euro, a marzo via ai lavori. Funaro: "Finalmente siamo alla realizzazione". A un anno dalle rassicurazioni del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, si torna a parlare della casa per le madri detenute, ma stavolta la decisione sembra ufficiale e definitiva. I loro figli potranno crescere fuori dalle celle del carcere di Sollicciano. L'istituto a custodia attenuata per le madri detenute (Icam) dovrebbe aprire a Firenze entro marzo 2022 nella palazzina della Madonnina del Grappa in via Fanfani, a Rifredi, dopo almeno un decennio di intoppi burocratici.

A dare una svolta per la nascita del progetto voluto dal Comune, i 350 mila euro aggiuntivi stanziati dalla Regione. "L'obiettivo principale resta la realizzazione degli Icam su tutto il territorio nazionale, quindi anche a Firenze" ha confermato qualche mese fa Bonafede. La struttura, circa 400 metri quadrati e per 900 mila euro di investimenti, si sviluppa su due piani e potrà ospitare otto mamme con i rispettivi figli in quattro stanze. Previste altre stanze per gli operatori sociali e per gli agenti penitenziari, oltre ad uno spazio ludoteca per i bambini e uno spazio di formazione per le recluse. I lavori dovrebbero cominciare a marzo per terminare entro dodici mesi.

"Finalmente siamo arrivati alla realizzazione di una struttura importante per la città - commenta l'assessore alle politiche sociali Sara Funaro - È un segno di civiltà far vivere ai bambini la dimensione dello spazio casalingo familiare, lontano da un contesto di reclusione, si tratta di un progetto a tutela del bambino affinché possa vivere e crescere in una situazione di normalità". Lo scorso dicembre, la realizzazione della struttura era stata approvata dalla Commissione politiche sociali di Palazzo Vecchio e presto verrà portata in Consiglio comunale ma non ci sono ostacoli.

Un progetto, quello dell'Icam, inseguito da anni e mai realizzato.

Tanti, nel corso degli anni, i politici che ne hanno rivendicato l'utilità. Nel 2013 fu l'ex ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, in visita a Sollicciano, a garantire, entro un anno, l'inaugurazione della struttura. "L'Icam è ormai in fase di realizzazione". Parole d'orgoglio anche dall'ex sindaco Renzi: "Siamo stati i primi in Italia ad aver fatto l'Icam".

La struttura in via Fanfani c'era, ma senza un segno di vita, solo quelli dell'incuria. Stavolta pare quella buona. A gestire i lavori di ristrutturazione sarà la Società della Salute. "Voglio ringraziare la Società della Salute, il Comune, la Regione e il ministero per un progetto sociale importante a lungo inseguito, che farà sì che sempre meno bambini debbano crescere negli ambienti carcerari" dice don Vincenzo Russo, cappellano di Sollicciano e coordinatore della Madonnina del Grappa.

 

 

 

 

 

 

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