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Gran Bretagna. Assange, negata la libertà su cauzione per il fondatore di WikiLeaks PDF Stampa
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di Marta Serafini

 

Corriere della Sera, 7 gennaio 2021

 

L'australiano resterà in carcere a Londra, dopo che i giudici britannici hanno negato l'estradizione negli Stati Uniti. Il premier australiano: non chiederò a Trump la grazia. "Festeggeremo quando Julian tornerà a casa", aveva detto Stella Morris, la compagna di Assange, dopo che due giorni fa la corte di Londra ha negato l'estradizione agli Stati Uniti. Una speranza per l'australiano braccato dalla giustizia di Washington. Ma oggi la Corte distrettuale di Westminster ha rigettato la richiesta dei legali del fondatore di WikiLeaks di concedergli la libertà su cauzione.

All'udienza ha partecipato lo stesso Assange trasferito dal carcere di massima sicurezza di Belmarsh dove è detenuto, e poi apparso in aula in abito scuro con il volto coperto da una mascherina bianca. I legali dell'accusa hanno sottolineato come Assange abbia le "risorse" per fuggire, citando anche l'offerta di asilo politico avanzata dal Messico subito dopo il rifiuto di richiesta di estradizione da parte della giudice britannica Vanessa Baraitser. D'altro canto i legali del fondatore di WikiLeaks hanno sottolineato come i suoi problemi psichiatrici e le sue condizioni di salute - sulla base dei quali è stata negata la richiesta di estradizione - uniti al rischio di contrarre il Covid in prigione richiedano il rilascio del loro assistito.

Immediatamente sono partite le proteste delle organizzazioni per i diritti umani. "La decisione di rifiutare la richiesta di libertà su cauzione a Julian Assange rende la sua detenzione in corso arbitraria e aggrava il fatto che ha sopportato condizioni punitive nella detenzione di massima sicurezza nella prigione di Belmarsh per più di un anno", ha dichiarato Nils MuiPtnieks, direttore per l'Europa di Amnesty International, aggiungendo: "Invece di tornare finalmente a casa con i suoi cari e dormire nel suo letto per la prima volta in quasi dieci anni, sarà ricacciato nella sua cella d'isolamento in una prigione di massima sicurezza".

La palla dunque resta ancora nelle mani della giustizia britannica che dovrà esprimersi sul ricorso presentato da Washington al rifiuto di richiesta di estradizione. L'accusa per Assange negli Stati Uniti è basata sull'Espionage Act e ha a che fare con la pubblicazione nel 2010 sulla piattaforma WikiLeaks di centinaia di migliaia di documenti riservati che hanno svelato crimini di guerra commessi dalle forze statunitensi in Afghanistan e in Iraq. Per questi crimini - se processato negli Stati Uniti - Assange rischia 175 anni di carcere.

Julian Assange è stato arrestato dalla polizia britannica nell'aprile 2019 dopo aver trascorso sette anni in isolamento presso l'ambasciata ecuadoriana a Londra, dove si era rifugiato mentre era libero su cauzione. Già all'epoca temeva l'estradizione negli Stati Uniti o in Svezia, dove era stato oggetto di accuse di stupro poi ritirate. Intanto il primo ministro conservatore australiano Scott Morrison ha fatto sapere che non si appellerà al presidente uscente Usa Donald Trump perché accordi la grazia ad Assange. La ministra degli Esteri Maris Payne ha dichiarato in particolare che l'Australia "non è parte della causa e continuerà a rispettare il procedimento legale in corso, inclusa la considerazione da parte del sistema giuridico del Regno Unito di istanze di scarcerazione o di appelli". Ha aggiunto che il governo ha presentato 19 offerte di assistenza consolare ad Assange, rimaste senza risposta. L'autorevole giurista Geoffrey Robertson, ha difeso Assange senza successo contro procedimenti di estradizione nel 2010, ha chiesto al governo australiano di far sentire il suo peso dietro la campagna diretta a ottenere che il Dipartimento di Giustizia Usa rinunci al suo appello contro la decisione della giudice britannica Vanessa Baraitser.

 

 

 

 

 

 

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