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Nelle carceri contagi raddoppiati in 3 giorni: 145 reclusi e 199 agenti PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 28 ottobre 2020

 

Rita Bernardini chiede l'applicazione della liberazione anticipata speciale. Nel giro di una settimana, c'è stata una considerevole impennata di positivi al Covid 19 tra detenuti e agenti penitenziari. Il carcere, ancora una volta, si trova ad affrontare la pandemia con i numeri del sovraffollamento che rincominciano a crescere. Ma partiamo dai dati.

Secondo il report del Dap aggiornato lunedì sera, abbiamo un totale di 145 detenuti e 199 agenti penitenziari contagiati. Un balzo enorme, considerando che appena una settimana fa erano invece 54 i detenuti positivi, mente 90 erano gli agenti contagiati. Poco più di un mese fa risultavano 11 poliziotti penitenziari e 10 detenuti positivi al virus. Salta nell'occhio la Lombardia, con 47 casi di detenuti positivi nel carcere di san Vittore. Ma il numero è consistente proprio perché c'è il reparto Covid. Il carcere umbro di Terni è invece diverso perché non c'è tale reparto, ma hanno raggiunto 44 detenuti positivi al coronavirus.

La situazione, dopo che a partire da giugno tutto era sembrato ritornato alla normalità, tanto che alcune istanze di scarcerazione sono state respinte con la motivazione della fine emergenza, ora potrebbe sfuggire di mano. Per questo il governo dovrebbe dare un impulso per la ripresa della detenzione domiciliare per motivi di salute.

Attualmente ci sono dei penitenziari che ospitano diversi detenuti con gravi patologie e over 70enni. A causa della polemica scientemente scatenata contro quella famosa nota circolare del Dap che ha chiesto di segnalare alle autorità giudiziaria questa tipologia di detenuti a rischio, tutto si è fermato e numerose istanze di scarcerazione sono rimaste inevase.

Ricordiamo che a causa della chiusura senza se e senza ma, i detenuti si erano sentiti lasciati da soli e impauriti dal virus. Le criticità preesistenti erano emerse con forza e ha avuto come conseguenza violente rivolte, con tanto di morti e pestaggi come reazione. Tutto questo si può evitare. Invece, il governo vuole solo inserire la possibilità di far espiare la pena fuori dal carcere per chi non ha più di 18 mesi da scontare. Non solo, questo alla condizione che sia applicato il braccialetto elettronico. Punto ancora controverso perché non c'è trasparenza sul numero di dispositivi effettivamente prodotti.

Teoricamente, secondo il bando vinto, ad oggi ce ne dovevano essere a migliaia. Questo provvedimento, da solo, avrà chiaramente un effetto deflattivo minimo.

C'è Rita Bernardini del Partito Radicale che non ci sta e chiede l'applicazione della liberazione anticipata speciale, disegno di legge presentato dal deputato Roberto Giachetti su proposta di Nessuno Tocchi Caino.

"Per quanto ne sappiamo - spiega nel frattempo De Fazio, Segretario Generale della UilPa - il governo si appresta a varare doverose misure di ristoro per le categorie più colpite dall'ultimo Dpcm e a prevedere giusti stanziamenti economici aggiuntivi in favore delle Forze di Polizia che dovranno operare i controlli, ma non abbiamo invece notizia di disposizioni in favore della Polizia penitenziaria e per migliorare la sicurezza, sanitaria e operativa, nelle carceri".

 

 

 

 

 

 

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