Giovedì 03 Dicembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Paralisi Anm, non c'è una maggioranza. Poniz bis, "Mi" frena PDF Stampa
Condividi

di Giovanni Maria Jacobazzi

 

Il Dubbio, 22 ottobre 2020

 

Adesso che le elezioni sono terminate e i 36 eletti del comitato direttivo centrale sono stati proclamati dall'Ufficio elettorale, è il momento di dar vita alla nuova giunta dell'Anm. Il "Cdc" deve insediarsi, come prevede lo statuto, fra 15 giorni per eleggere al suo interno la giunta esecutiva centrale, composta da nove membri, tra i quali il presidente, il vicepresidente, il segretario generale, il vicesegretario Generale, e il direttore della rivista "La Magistratura".

L'elezione dei vertici associativi potrebbe avvenire, quindi, già il 7 novembre prossimo. Questa la ripartizione dei seggi uscita dalle urne virtuali (le elezioni si sono tenute per la prima volta in modalità telematica): 11 alle toghe progressiste di Area, 10 a quelle moderate di Magistratura indipendente, 7 ai centristi di Unicost, 4 agli ex davighiani di Autonomia e indipendenza, e 4 ad Articolo 101, il gruppo "anti-correnti". Lo schieramento dell'ex pm di Mani pulite sarà l'ago della bilancia. Area ha già fatto sapere di essere pronta a un "giunta unitaria". Una riedizione di quanto già visto nel 2016 e che durò, però, un solo anno.

Davigo, dopo essere stato eletto per primo alla presidenza dell'Anm (venne scelto il criterio della rotazione annuale dei vertici in modo che tutte le correnti avessero rappresentanza nel quadriennio), terminato il mandato era uscito dalla giunta in disaccordo con le scelte del Csm in tema di nomine dei capi degli uffici. Csm dove poi, nel 2018, si candiderà venendo eletto con un plebiscito. La giunta unitaria dovrebbe ripartire, secondo le intenzioni delle toghe progressiste, con un Poniz bis. L'eventuale riconferma nell'incarico del presidente uscente, esponente di Area, ha lasciato molto perplessi tanti magistrati di "Mi".

Per dar vita a una giunta unitaria bisogna convergere su un programma chiaro di "cinque o sei punti' che verta su temi "sindacali", affermano dalle parti della corrente moderata. Se invece gli altri gruppi intendessero dare una connotazione "ideologica" al futuro mandato dell'Anm, è la posizione prevalente in "Mi", allora è inutile iniziare ogni discussione ed è meglio rimanere "all'opposizione". Rispetto all'ipotesi di una presidenza Poniz, certamente legittimata dal primato assoluto di preferenze conseguito dal leader uscente, c'è un'altra considerazione che circola nel gruppo moderato: senza nulla togliere ai consensi ottenuti, non ci sono precedenti, nella storia dell'Anm, di un doppio e consecutivo mandato presidenziale.

A dividere Area e "Mi" c'è pure la riforma del Csm. La corrente moderata, Articolo 101 e i togati eletti al Csm con "Aei" Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita si sono espressi per il sorteggio. Ipotesi bocciata da Area e dallo stesso guardasigilli Alfonso Bonafede, il quale ha proposto una riforma, attualmente alla Camera, che, per i detrattori, anziché diminuire il potere delle correnti lo potrebbe persino accrescere. Ma a proposito del travaglio che "Mi" sembra destinata a vivere, peseranno molto le considerazioni proposte da Pasquale Grasso, ex presidente dell'Anm, e tra gli assertori, nello schieramento moderato, di una svolta "bipolarista". Grasso è al momento "sub iudice": il Csm sta studiando da oltre un mese, da quando si è dimesso il togato Marco Mancinetti, per capire se il giudice del Tribunale di Genova possa subentrargli o se invece sia necessario indire le terze elezioni suppletive in meno di un anno.

Grasso è il primo dei non eletti alle ultime suppletive, quelle tenutosi lo scorso dicembre. "Area e Unicost", è la premessa di Grasso, interpellato dal Dubbio, "non hanno la maggioranza, e nemmeno il resto degli schieramenti: parità perfetta e paralizzante. Certo, Autonomia e indipendenza potrebbe appoggiare Area e Unicost, come avvenuto nella giunta precedente, ma rischierebbe di compromettere almeno una parte significativa dei propri consensi, anche se si limitasse a un appoggio esterno". "Articolo 101", continua nella sua analisi l'ex presidente dell'Anm, "per propria natura non ha la vocazione a stabilire alleanze: sono colleghi duri e puri, per usare il gergo parlamentare".

Grasso però non certifica uno stallo, ma intravede un'evoluzione tutt'altro che smentita dai segnali emersi nella giornata di ieri: "Area sembra interessata a un'Anm che le consenta di veicolare innanzitutto le proprie idee, e se possibile di presentarle come comuni all'intera magistratura, per quanto l'obiettivo sia problematico: si spiegano anche così gli sforzi della corrente progressista per arrivare a una giunta unitaria, obiettivo peraltro dichiarato con parole chiare da Albamonte".

E allora per il giudice e predecessore di Poniz al vertice della giunta, "in un'ottica ecumenica non è escluso che Articolo 101 possa essere tentata, nell'illusione di cambiare qualcosa. Così come ' Aei', comunque in difficoltà, potrebbe pensare di giocarsi una simile estrema opzione". Ma il punto chiave dell'analisi di Grasso, che proprio come componente del gruppo moderato era stato proposto, un anno e mezzo fa, alla presidenza dell'Anm, è il seguente: "Magistratura indipendente, se accettasse, commetterebbe un enorme errore politico. Tra gli eletti di "Mi" ci sono molte persone in gamba che potrebbero in buona fede pensare di farcela a mutare la linea dell'Associazione, ma così lo schieramento moderato rischierebbe seriamente forme di dissenso interno".

Un'analisi che pesa, visto il ruolo di Grasso: che non si è candidato al comitato direttivo centrale, e che anzi da "Mi" era formalmente uscito l'anno scorso, ma che è in realtà il più convinto fra i promotori dell'asse che la corrente moderata ha costruito con il gruppo dei fuoriusciti di Unicost, Movimento per la Costituzione. Un asse che come è noto si è tramutato in una lista unitaria, in cui le due figure simbolo di "Mpc", Enrico Infante e Antonio Sangermano, sono risultate fra i 10 eletti della neonata alleanza.

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it