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Il confine labile tra libertà e sicurezza: massima trasparenza o si rischia PDF Stampa
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di Vincenzo Musacchio*


Il Dubbio, 21 ottobre 2020

 

Stiamo accettando, subendo in religioso silenzio, la deroga a quei diritti e quelle libertà fondamentali ritenute fino a pochi mesi fa intoccabili. Ci sono state imposte misure restrittive spesso arbitrarie e incostituzionali, (il più recente: il divieto di "ora d'aria" per i bambini a scuola) scarsamente rispondenti a evitare il rischio pandemico da Covid-19. Si è arrivati a proporre addirittura l'ingresso in casa da parte delle forze dell'ordine per evitare assembramenti nel proprio domicilio o dimora. Deficienza giuridica e costituzionale allo stato puro!

La soluzione prospettata è palesemente incostituzionale perché viola l'articolo 14 della Costituzione che riconosce l'inviolabilità del privato domicilio. La tutela della salute e dell'incolumità pubblica sarà anche importante ma non basta a far sì che la polizia irrompa nelle abitazioni private in tal modalità. Una misura opportunamente stralciata. Una simile deroga è possibile nel nostro ordinamento costituzionale solo se il Parlamento dichiari lo stato di guerra e conferisca al Governo i poteri necessari per farvi fronte. Se non erro, non siamo in guerra. Nonostante questi obbrobri giuridici, tuttavia, c'è chi avrebbe accettato anche queste coercizioni per il senso diffuso di terrore e per il senso di responsabilità indotto.

Stiamo attenti a non abbandonare i porti sicuri offerti dallo Stato di diritto e dalla democrazia parlamentare per lidi molto meno sicuri e più pericolosi quali quelli che potrebbero condurci verso l'oclocrazia individualistica o oligarchica. È vero che durante uno stato di emergenza si debbano prendere decisioni rapide e per questo si possano aggirare verifiche e controlli ma è pur vero che le responsabilità e i poteri in tali circostanze non possano essere accentrati nelle mani di pochi o addirittura di uno solo.

La compressione di diritti costituzionalmente garantiti esige una "condicio sine qua non": l'assoluta trasparenza degli atti che riguardano l'emergenza in corso. L'unico mezzo per evitare l'arbitrio del potere pubblico e per tutelare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini è la trasparenza degli atti pubblici o aventi valenza pubblica. Il cittadino ha diritto di conoscere, proprio in quanto tale, i fatti che portano a restrizioni dei propri diritti. Questa trasparenza caratterizza lo Stato di diritto rispetto all'autoritarismo individualistico, dove regna il segreto. Non siamo ancora né consci né preparati a comprendere questa nostra particolare condizione esistenziale. In nome del diritto alla salute non tutto è possibile, occorre sempre rispettare i principi costitutivi dello Stato di diritto e della democrazia rappresentativa.

Le restrizioni non possono non avere un tempo limitato alla durata dell'emergenza e sempre alla presenza delle garanzie democratiche e nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali contenute nella Costituzione. Se così non fosse, chi ci garantisce che una simile degenerazione non continui anche fuori dall'emergenza (o in uno stato di emergenza permanente) e simili storture siano usate non a fini di prevenzione del contagio ma per scopi politici occulti?

La migliore garanzia per tutti noi è che queste restrizioni provengano dal Parlamento e siano totalmente sottratte ai poteri del singolo e dei pochi in modo che si garantisca univocamente il monitoraggio, il controllo e il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini da parte delle autorità a ciò deputate: Parlamento, Capo dello Stato, Corte Costituzionale. L'oclocrazia non è fantasia o reperto archeologico del passato, è un vecchio strumento di governo che spesso si alimenta di disagi sociali profondi e di crisi ed emergenze continue. L'attuale crisi pandemica può essere terreno in cui possono germogliare semi che hanno attecchito non molti decenni fa. Magari oggi no, ma in futuro possiamo escludere questo rischio?

Secondo il compianto scrittore Andrea Camilleri c'è un forte rischio di "ritorno del fascismo", sia in Italia sia in diversi paesi dell'Europa. Camilleri scrisse di sentirsi alquanto preoccupato per ciò che sta avvenendo nella società e per la continua rassegnazione presente nella gente, che è sempre più schiacciata dalla crisi economica e finanziaria che sta interessando tutto l'Occidente. Meccanismi autoritari potrebbero tornare da un momento all'altro e i segnali attuali non vanno assolutamente ignorati o minimizzati. Non tutte le compressioni dei diritti della persona umana sono giustificabili perciò oggi più che mai vanno evitati gli individualismi che sono alla base della demolizione di una democrazia rappresentativa come la nostra.

 

*Giurista, professore di diritto penale

 

 

 

 

 

 

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