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Scarcerazioni dei boss. Il Viminale avvisò: "Stretta sui controlli" PDF Stampa
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di Salvo Palazzolo e Raffaele Sardo


La Repubblica, 5 settembre 2020

 

Già a maggio la Direzione centrale anticrimine aveva lanciato l'allerta. E la procura di Napoli dice no alla proroga dei domiciliari per Zagaria. C'è un piano straordiriario del Viminale per tenere sotto controllo i tanti boss scarcerati negli ultimi mesi, per rischio Covid e altre motivazioni.

La Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato ha diramato un'allerta a tutti i questori già a metà maggio, per dare ogni possibile impulso all'attività di monitoraggio" e controllo.

Non era mai accaduto che nel giro di pochi mesi fossero mandati ai domiciliari 498 fra mafiosi e trafficanti di droga, di cui 223 per il rischio di contagio, 111 sono già tornati in cella dopo il decreto del ministro Bonafede. Investigatori e magistrati sono preoccupati per gli effetti di queste presenze sul territorio. A Napoli, ieri, la procura ha espresso parere contrario alla proroga dei domiciliari per Pasquale Zagaria, la mente finanziaria dei Casalesi.

Ma "Bin Laden" com'è soprannominato il fratello del capoclan, non rientrerà almeno per adesso al 41 bis. Il tribunale di sorveglianza di Sassari ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sul decreto del Guardasigilli per riportare i boss in carcere.

E ci vorrà del tempo prima che la Consulta si pronunci, fino ad allora Zagaria resta agli arresti ospedalieri in Lombardia. L'allerta resta alta per le scarcerazioni. La nota firmata il 13 maggio dal direttore centrale anticrimine Francesco Messina ha sollecitalo i questori di lui la Italia a "sensibilizzare i dirigenti delle squadre mobili a rassegnare alle procure ogni elemento investigativo utile, sintomatico della possibile violazione delle prescrizioni imposte".

È in corso un lavoro complesso: tenere sotto controllo così tanti mafiosi non è semplice. La Direzione centrale anticrimine ha messo in campo tutte le risorse possibili, sono state fatte anche riunioni operative con il nuovo vertice del Dap. Obiettivo, avere in tempo reale le notizie delle scarcerazioni. Sì perché, purtroppo, fino a qualche tempo fa, i direttori di alcuni penitenziari comunicavano i provvedimenti anche dopo due giorni, magari con un fax a una stazione dei carabinieri. Ora, i dati sono centralizzati e in tempo reale.

Per rendere più efficace la macchina dei controlli. Dice il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro: "Le scarcerazioni dei mafiosi hanno rappresentato un aggravio di lavoro formidabile. Sia dal punto di vista amministrativo, per il susseguirsi di pareri che abbiamo dovuto predisporre in breve tempo, sia dal punto di vista investigativo e dei controlli.

Le scarcerazioni hanno dato soprattutto un segnale sbagliato alla collettività, in provincia di Catania ci siamo ri trovati ai domiciliari personaggi di un certo peso criminale". Il più autorevole è Francesco La Rocca, già il giudice Falcone si era occupato di lui. "Sulla questione scarcerazioni dice ancora Zuccaro - ci sono state tante leggerezze. Da parte di organismi ministeriali e anche da parte di taluni magistrati. Magari per mancanza di sensibililà, la lotta alla mafia non ammette cali di attenzione".

 

 

 

 

 

 

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