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Basentini: "Contro di me linciaggio, scarcerazioni non dipese da nota Dap" PDF Stampa
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adnkronos.com, 6 agosto 2020

 

"Diverse settimane sono stato oggetto di un vero e proprio linciaggio mediatico basato su congetture, giudizi e riflessioni privi di qualsiasi fondamento, spesso condizionati dalla mancata conoscenza sia degli elementi di fatto che delle norme di riferimento". Ha esordito così Francesco Basentini, magistrato ed ex Capo del Dap, audito in Commissione Antimafia a Palazzo San Macuto.

"Il linciaggio, caratterizzato da un carico altamente diffamatorio e manifestamente falso è andato ben oltre la valutazione della mia persona come capo del Dipartimento - continua - quasi avesse una preordinata e unitaria regia diretta contro di me e contro i miei affetti personali. Contro di esso e contro chiunque lo abbia messo in atto agirò senza esitazione, difendendo quale magistrato i valori che ho più a cuore, la mia toga e il rispetto delle Istituzioni".

In merito allo 'scandalo scarcerazioni' Basentini ha ricordato che "particolarmente critica e negativa è stata da parte di molti la valutazione al provvedimento del 21 marzo 2020 della direzione generale dei detenuti e del trattamento.

La genesi che ha determinato la sua emanazione è nota essendo stata dettagliatamente ricostruita dal consigliere Romano nel corso della sua audizione. Una riflessione utile riguarda la stretta correlazione di contenuto tra la stessa nota e una norma che esiste da circa 20 anni e che sancisce l'obbligo, non la facoltà, di segnalare alla magistratura la sussistenza di possibili vulnerabilità che possono giustificare il rinvio obbligatorio o facoltativo dell'esecuzione della pena".

"Come si può pensare - insiste Basentini - che sia stata la nota a determinare le scarcerazioni, esistendo una norma da oltre 20 anni prima della circolare del 21 marzo? Come si può ritenere che non doveva essere emanata quando è evidente come si limiti a invitare i direttori degli istituti ad agire come già previsto da regolamento? Dato che è scontato che l'obbligo di segnalazione discenda dalla fonte normativa che ho menzionato e non dalla nota del 21 marzo, se si temevano possibili effetti negativi con le scarcerazioni, bisognava intervenire sulla norma regolamentare, provvedendo a modificarla o abrogandola, e questo non è compito che spetta all'Amministrazione penitenziaria".

 

 

 

 

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