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Campania. L'allarme del Sappe: "Servono più mezzi per il trasferimento dei detenuti" PDF Stampa
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di Viviana Lanza


Il Riformista, 10 luglio 2020

 

"Gli agenti sono in sotto organico, non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le nove ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spesso inidonei a circolare per le strade, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi. Questo fa capire ancora di più come e quanto è particolarmente stressante il lavoro in carcere per le donne e gli uomini della polizia penitenziaria e dei nuclei traduzioni e piantonamenti".

È l'allarme lanciato dal segretario generale del Sappe, Donato Capece. È un nuovo grido di dolore che arriva dal mondo del carcere. Nei penitenziari la vita è difficile non solo per i detenuti. I sindacati della polizia penitenziaria denunciano condizioni di lavoro ai limiti, scarsi investimenti in risorse e in formazione e un allarme per il crescente numero di episodi critici all'interno degli istituti di pena.

Nei quindici penitenziari della Campania lavorano in totale 3.902 agenti su una pianta organica di 4.108, e sebbene la loro presenza copra l'89% del personale presente nelle varie strutture penitenziarie (a fronte di un misero 2,17% di educatori) riscontrano problemi nella gestione quotidiana del loro lavoro. Una delle maggiori criticità riguarda la gestione degli spostamenti dei detenuti, un aspetto che si collega alla tutela dei diritti degli stessi reclusi, in primis quello alla salute. I trasferimenti sono resi difficili dalla carenza di risorse e mezzi.

Le auto con cui gli agenti dovrebbero trasferire i detenuti dal carcere al Tribunale, in occasione delle udienze dei processi, oppure dal carcere a strutture ospedaliere, nel caso di detenuti che hanno bisogno di particolari cure o visite specialistiche, non bastano per effettuare tutti gli spostamenti che si rendono necessari, e quelle che sono a disposizione sono in buona parte auto vecchie o senza adeguata manutenzione. Alcuni giorni fa il Sappe ha organizzato una manifestazione a Roma per accendere i riflettori sui problemi che la categoria denuncia da tempo. "Bonafede sveglia!", è stato lo slogan con cui si è sollecitato un intervento del Ministro.

"Siamo passati dalle 378 aggressioni agli agenti del primo semestre 2019 ai 502 del successivo semestre, dai 737 ai 1.119 telefonini rinvenuti e sequestrati ai detenuti, dalle 477 minacce-violenze-ingiurie alle 546, dalle 3.819 alle 4.179 manifestazioni di protesta. Senza dimenticare - aveva dichiarato Capace - le recenti rivolte in oltre trenta strutture detentive sull'intero territorio nazionale. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l'incolumità del personale di polizia penitenziaria".

Proposte ci sono ma sono ferme su un tavolo. "Sembra che le proposte per rivedere i circuiti e le norme dell'ordinamento penitenziario siano state abbandonate in qualche cassetto polveroso del Ministero", aveva sottolineato il segretario generale del Sappe durante la manifestazione del primo luglio scorso, respingendo anche generalizzazioni sulla categoria a seguito dell'iscrizione di alcuni agenti della penitenziaria nel registro degli indagati per i pestaggi denunciati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

 

 

 

 

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