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Due Palazzi, "facciamo ripartire le attività in carcere" PDF Stampa
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padovaoggi.it, 30 giugno 2020


Appello di Associazioni e Cooperative che lavorano con detenuti. Le Associazioni e Cooperative del Coordinamento Carcere Due Palazzi chiedono che possano riprendere nei prossimi giorni nella Casa di reclusione di Padova le attività trattamentali interrotte da fine febbraio 2020 a seguito dell'emergenza Covid-19.

Una lettera sottoscritta da Associazioni e Cooperative del Coordinamento Carcere Due Palazzi inviata al Direttore Casa di reclusione, Claudio Mazzeo e per conoscenza al Capo Dap, Bernardo Petralia, al Vicecapo Dap, Roberto Tartaglia, al Provveditore Amministrazione Triveneto Gloria Manzelli, al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Venezia, Linda Arata, all'Ufficio del Magistrato di Sorveglianza di Padova, Lara Fortuna, al Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, al Direttore Generale dell'Aulss 6 Euganea, Domenico Scibetta, al Responsabile Sanità Penitenziaria, Felice Alfonso Nava, al Garante Nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma e al Garante Regionale dei diritti della persona, Mirella Gallinaro.

Lettera al Direttore - Le Associazioni e Cooperative del Coordinamento Carcere Due Palazzi chiedono che possano riprendere nei prossimi giorni nella Casa di reclusione di Padova le attività trattamentali interrotte da fine febbraio 2020 a seguito dell'emergenza Covid 19: "Crediamo che adesso che la società sta entrando nella Fase 3 sia giunto il momento di iniziare in carcere la Fase 2 e andare verso la Fase 3.

Chiediamo in particolare che riprendano le attività in presenza (che nella Casa di reclusione hanno una tradizione e una ricca articolazione da decenni) secondo una programmazione concordata da ogni associazione, rispettando tutte le misure di sicurezza sanitaria previste dai decreti nazionali e regionali.

Abbiamo la forte convinzione, in accordo con i garanti nazionali e locali, che la presenza del Volontariato e dell'associazionismo del Terzo Settore nelle carceri sia la garanzia per il rispetto del mandato costituzionale della rieducazione".

Protocollo Covid - "A qualcuno di noi - spiegano nel loro appello condiviso - la direzione ha comunicato che "il protocollo interno anti Covid-19 elaborato di concerto con il medico competente prevede allo stato e fino al 31.08.2020 che le attività con la partecipazione della comunità esterna si possono svolgere con modalità in remoto". Salvo poi non consentire neppure le attività in remoto, rimandandole a quando sarà portata a termine "la traslazione del vecchio sistema di cablaggio con il nuovo che consentirà a breve i collegamenti da remoto".

Chiediamo allora con urgenza di conoscere il protocollo, essendo noi, come soggetti che operano da anni nella Casa di reclusione, coinvolti nello stesso, anche alla luce delle disposizioni che il Provveditore reggente dell'Amministrazione penitenziaria per il Veneto - Friuli Venezia Giulia - Trentino Alto Adige, Gloria Manzelli, ha emanato il 16 giugno per i direttori delle carceri, e chiediamo in particolare di sapere a quali decreti faccia riferimento la data del 31 agosto.

Oltre alla ripresa delle attività del Volontariato in presenza, in queste disposizioni è importante che il provveditore ribadisca che, per quanto concerne le attività che si svolgono da remoto, queste non sono destinate a scomparire, anzi, rappresentano un valido strumento per garantire la fruizione di alcuni servizi e dovranno essere potenziate, anche perché rappresentano, probabilmente, il futuro anche per il sistema penitenziario".

Richiesta - "Per questo chiediamo di iniziare immediatamente anche le videoconferenze in relazione alle nostre attività, con il cablaggio garantito dall'amministrazione penitenziaria quando sarà possibile e da subito nel frattempo con i mezzi messi a disposizione ancora a marzo dalla Cooperativa AltraCittà, che ora è stata autorizzata dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria a usarli anche per attività del volontariato, e dalla cooperativa Giotto, operativa da molto tempo. Chiediamo inoltre un confronto e una spiegazione circa le misure di quarantena adottate nei confronti delle persone detenute permessanti, anche queste a nostro parere non in sintonia con i decreti nazionali e regionali".

Sottoscrizione e adesione - Sottoscrivono l'appello Granello di senape, Ristretti Orizzonti, Sportello giuridico e di segretariato sociale, Cooperativa sociale Giotto, Cooperativa sociale WorkCrossing, Cooperativa sociale AltraCittà, Pallalpiede, TeatroCarcere, Coristi per Caso, Amici della Giotto, Gruppo R. Uomini maltrattanti, Telefono Azzurro e Antigone Padova. Aderiscono la Camera Penale Padova e Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia.

 

 

 

 

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