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Livorno. Chiuso il mattatoio a Gorgona: "Ora i detenuti sono più felici" PDF Stampa
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Il Tirreno, 28 giugno 2020


"Chiudere il mattatoio è stata una decisione saggia, soprattutto per i detenuti. Già in passato, qui a Gorgona, avevamo sperimentato un progetto simile e io avevo realizzato alcune interviste alle persone recluse, alcune delle quali grazie alla bellissima esperienza nato dalla cura degli animali mi hanno detto che "Gorgona era stato il periodo più bello della loro vita". Questa frase, pronunciata da uomini che sull'isola stanno scontando una pena, rappresenta qualcosa di eccezionale".

A parlare è Stefano Perinotto, docente dell'università Bicocca di Milano che segue il progetto "Salvati con nome" insieme all'amministrazione penitenziaria, al Comune di Livorno, al Parco nazionale dell'Arcipelago toscano e alla Lav, la Lega anti vivisezione. Anche lui, in occasione dell'avvio dello studio, è stato invitato sull'isola dalla Lav e dal direttore del carcere labronico, Carlo Mazzerbo. "Il progetto che abbiamo avviato - spiega - è volto a verificare il beneficio di un ambiente non violento per il detenuto, senza la macellazione degli animali.

Al primo posto, per tutti, c'è il rispetto della vita. Ci sono pochi dati scientifici sull'argomento, ma quanto realizzato già in passato qui a Gorgona ci dice che la relazione sana con gli animali rappresenta un grande beneficio per la rieducazione di chi è recluso. Alcuni detenuti - conclude Perinotto - raccontami della macellazione dei maiali mi dicevano che non volevano assolutamente ucciderli, preferendo anzi che crescessero e poi morissero naturalmente".

 

 

 

 

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