Venerdì 10 Luglio 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Roma. La falegnameria dei migranti dove nascono i mobili etici PDF Stampa
Condividi

di Paola D'Amico


Corriere della Sera, 28 giugno 2020

 

Da tre anni grazie a un progetto dell'associazione K_Alma nell'ex mattatoio al quartiere Testaccio di Roma artigiani volontari insegnano il mestiere a giovani stranieri e a italiani disoccupati.

Inoccupati, disoccupati, giovani e non più giovani, italiani e migranti. Sono i protagonisti del progetto lanciato a Roma dalla associazione K_Alma con la Falegnameria ed Officina Sociale che riparte dopo il lockdown. Il progetto è stato avviato nel 2017 all'interno dell'ex mattatoio nel quartiere di Testaccio a Roma. "Il periodo del Covid-19 è stato per noi, ma in particolare per i nostri utenti ed aspiranti falegnami migranti, davvero difficile.

Stiamo cercando di superarlo insieme, ben consapevoli - spiega Gabriella Guido, ideatrice e coordinatrice del progetto - che spesso non basta fare rete, avere competenze e diritti, avere forza e pazienza. Serve saper resistere avendo un progetto per il futuro, e poter avere gli strumenti per farlo. Ora riapriamo, tra l'altro freschissimi di un trasloco in uno spazio più ampio (e davvero bello) proprio per poter riuscire ad avere più utenti e poter fare più attività".

In tre anni qui si sono formati un'ottantina di artigiani. "Qualcuno ora ci ha lasciato, perché ha ottenuto un contratto di lavoro regolare per esempio per la raccolta della frutta in Piemonte - conclude - ed è comprensibile. Per avere il rinnovo del permesso di soggiorno serve innanzi tutto un contratto di lavoro". I falegnami stanno portando a termine i lavori rimasti in sospeso, da settembre riaprirà anche la scuola di formazione che può contare su quattro falegnami volontari, due dei quali ancora in attività.

Quella della Falegnameria sociale K_Alma è una sfida "ma soprattutto una visione umana, sociale, politica". Il motto scelto è una citazione del grande designer milanese Enzo Mari: "Tutti dovrebbero progettare per evitare di essere progettati". Tutto ciò che nasce nei laboratori di K_Alma è fatto con legno certificato, "proveniente dalla filiera etica - aggiunge Guida, da anni impegnata come attivista dei diritti umani che ha deciso di realizzare un progetto molto concreto - e siamo in attesa della certificazione. Non abbiamo intenzione di fare concorrenza ai grandi mobilifici, ma non manca chi apprezza un tavolo fatto interamente a mano da veri artigiani". L'obiettivo dell'associazione ora è anche "disseminare" analoghi progetti in tutta Italia.

La Falegnameria Sociale K_Alma è dedicata alla formazione formale e informale dei richiedenti asilo ma anche a chiunque voglia partecipare attivamente a corsi e laboratori, o autoproduzione.

L' Associazione K_Alma è nata nel 2016 da un piccolo gruppo di persone di cittadinanza italiana straniera, "con l'intento di perseguire, in un'ottica convintamente multiculturale, la promozione delle libertà e la difesa della tutela della dignità umana, la cui affermazione è alla base stessa della vita e della evoluzione di uno Stato moderno" aggiunge Guida.

K_Alma sostiene il diritto a una vita dignitosa e alla legalità, "promuove la difesa della persona contro ogni forma di violazione dei diritti fondamentali, abuso del corpo o assoggettamento della persona a costrizioni, limitazioni o privazioni illegittime".

"Crediamo fortemente nella promozione di un modello di società - aggiunge Guida - basato sulla pace, sul rispetto reciproco, sull'eguaglianza tra le persone, anche nell'accesso ai beni e ai servizi pubblici, sulla legalità, sul diritto allo studio, alla salute e al lavoro, il diritto a costruire relazioni positive e solidali tra uomini e donne, il diritto a rinnegare ogni forma di violenza e di autoritarismo, di discriminazione e di esclusione sociale.

Qui si colloca il tema della mobilità umana e dei diritti umani di coloro che arrivano da altri Paesi, spesso in fuga da situazioni di violenza e di conflitto, dall'asilo alla protezione, dalla accoglienza alle politiche volte al riconoscimento e alla piena espressione dei loro diritti, per la costruzione di una società nuova e capace di accogliere le sfide della contemporaneità". Tra i soci dell'associazione ci sono persone da sempre attive nel settore dell'immigrazione e dei diritti umani, nella comunicazione, nella sensibilizzazione, nella progettazione e sviluppo di progetti e programmi a livello nazionale ed internazionale con l'obiettivo di mettere a sistema la rete di relazioni e competenze con le quali da anni lavoriamo in maniera informale.

Il progetto di formazione e di factory è aperto anche ad altri soggetti. Sono molti gli inoccupati o i disoccupati, giovani e non, che in Italia stanno cercando un'alternativa ai "classici" lavori, oppure che si stanno riconvertendo dopo un licenziamento, o la chiusura di un'attività.

"Anche in quell'ottica di inclusività che cerchiamo di operare verso soggetti migranti che si insediamo in Italia, pensiamo che noi tutti siamo, ovviamente in maniera concettualmente diversa, "migranti" o "transitanti" da uno status all'altro, da una condizione all'altra... Ed è per questo - dicono i promotori - che riteniamo questo progetto "aperto" anche a chiunque ne fosse interessato, a prescindere dalla nazionalità, cercando quindi di dare un'opportunità di formazione, di occupazione e di inclusione concreta per tutti noi "migranti" di e su questa terra".

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it