Martedì 29 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Egitto. Al-Sisi svuota le carceri, si spera per Zaki PDF Stampa
Condividi

di Gianluca Rotondi


Corriere di Bologna, 28 giugno 2020

 

L'Egitto libererà 530 detenuti, il rettore Ubertini: "Mettiamo fine a questa vicenda". La speranza di riabbracciare Patrick Zaki, lo studente dell'Ateneo in carcere da quasi cinque mesi al Cairo, passa attraverso l'annuncio del presidente al-Sisi di voler liberare 530 detenuti per il rischio Covid. Il rettore Ubertini ha lanciato un appello a governo italiano e comunità accademica internazionale affinché facciano pressione sull'Egitto per includere anche Zaki tra i detenuti graziati. All'iniziativa si è associato anche il sindaco Merola.

Sindaco e rettore provano ad aprire una breccia nel muro eretto dalle autorità del Cairo sulle sorti di Patrick Zaki, lo studente 28enne dell'Alma Mater inghiottito ormai da oltre quattro mesi in un carcere egiziano con accuse fumose e usate strumentalmente per punire il suo impegno sul terreno dei diritti civili. Il grimaldello, individuato in primis da Amnesty Italia, sta nell'annuncio del presidente egiziano al-Sisi di voler concedere la grazia a 530 detenuti del suo paese per tamponare l'emergenza coronavirus. Patrick, è il ragionamento e insieme l'esortazione di Ubertini e Merola, potrebbe rientrare tra i beneficiari, tanto più che soffre di asma ed è a rischio in caso di contagio.

Una strada non semplice da percorrere che richiede un fronte di pressione adeguato. Per questo Merola e Ubertini hanno inviato una lettera all'ambasciatore italiano al Cairo.

"Faccio appello al governo italiano, alla Commissione europea, alle numerosissime istituzioni che hanno aderito alla nostra mozione e a tutte le università del mondo che come noi hanno sottoscritto i principi della Magna Charta, affinché si uniscano all'Alma Mater e facciano sentire la propria voce - esorta il rettore -. È l'occasione per mettere fine a questa assurda vicenda e poter restituire Patrick alla sua vita e ai suoi studi". Un appello fatto proprio anche dal portavoce nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, e dalla senatrice M5S Michela Montevecchi.

Finora il governo, già alle prese con i silenzi e le omissioni degli egiziani sull'assassinio di Giulio Regeni, il ricercatore sequestrato, torturato e ucciso dai servizi di sicurezza di al-Sisi, non ha ottenuto nulla e anzi ha attirato su di sé polemiche e accuse per la decisione di vendere agli egiziani due fregate militari. Zaki, iscritto a un master sui diritti civili a Bologna, è detenuto dal 7 febbraio subito dopo l'arrivo al Cairo per una breve vacanza. Interrogato e torturato, è stato arrestato con le accuse di "diffusione di notizie false", "incitamento alla protesta" e "istigazione alla violenza e ai crimini terroristici". Un'enormità legata, come detto, solo al suo impegno in difesa dei diritti umani e ad alcuni post in materia diffusi su Facebook.

Udienza dopo udienza, la sua carcerazione è stata prorogata di quindici giorni in quindici giorni, per poi finire in un limbo dopo l'emergenza Covid e la chiusura dei tribunali. Per chiedere la sua liberazione c'è stata una partecipata mobilitazione partita da Bologna, anch'essa interrotta bruscamente dall'emergenza sanitaria. Ora l'Ateneo prova a far sentire forte la pressione sull'Egitto, nella speranza di poter ottenere il rilascio dello studente egiziano ormai adottato da Bologna che vuole concedergli la cittadinanza onoraria. "Spero di poterlo riabbracciare presto qui a Bologna", conclude Ubertini.

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it