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Quando i problemi sociali sono trattati come un reato PDF Stampa
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di Stefano Anastasia e Franco Corleone


Il Manifesto, 26 giugno 2020

 

Almeno 30.000 detenuti sono in carcere a causa di una legge che persegue un reato senza vittima e che produce essa stessa le sue vittime. Quest'anno ricorrono i venticinque anni dalla fondazione di Forum Droghe, una delle associazioni che promuovono con la Società della Ragione il Libro Bianco e che ha tenuto alta la bandiera della resistenza alle battaglie ideologiche punitive e proibizioniste, con la promozione di cartelli alternativi, proposte di legge, mobilitazioni della società civile, studi, ricerche, seminari, convegni, libri: un patrimonio che costituisce ancora oggi la base per azioni e rivendicazioni.

I dati che presentiamo in questo Libro bianco, come è tradizione, sono quelli dell'anno precedente, cioè del 2019, e confermano un trend ormai stabilizzato. Il 30% degli ingressi in carcere è per violazione dell'art. 73 del Dpr 309/90 e sui 60.769 detenuti presenti al 31/12/2019, quasi il 25% era ristretto per quel reato: detenzione o spaccio di sostanze stupefacenti. In termini assoluti si fa riferimento a più di 14.000 persone. Per quanto riguarda i detenuti classificati come tossicodipendenti i numeri sono altrettanto impressionanti: gli ingressi sono attestati su oltre il 36% e i presenti raggiungono quasi il 28%; in termini assoluti parliamo di quasi 17.000 persone.

Sommando ai detenuti per violazione del testo unico sulle sostanze stupefacenti i consumatori abituali di sostanze stupefacenti che sono entrati in carcere per un altro reato legato al loro stile di vita e di emarginazione, possiamo dire con certezza che più del 50% degli ingressi e delle presenze in carcere hanno a che fare con una questione sociale declinata come fatto criminale.

Almeno 30.000 detenuti sono in carcere a causa di una legge che persegue un reato senza vittima e che produce essa stessa le sue vittime, costringendole nei gironi infernali di una carcerazione senza scopo. Abbiamo detto molte volte che se si fosse coerenti con il principio del carcere come extrema ratio, non avremmo sovraffollamento e potremmo garantire condizioni di vita e igienico sanitarie accettabili per chi comunque dovesse esservi rinchiuso.

Ci si potrebbe così concentrare nella difficile sfida dell'attuazione della finalità rieducativa per chi ha commesso gravi reati contro la persona, o nell'ambito di organizzazioni criminali, e non perdere tempo con quella che Alessandro Margara definiva "detenzione sociale". La simulazione che anche quest'anno presentiamo di un carcere senza detenuti per droga e senza detenuti classificati "tossicodipendenti" è eloquente.

La situazione del peso sul sistema giustizia dei processi per droga rimane gravemente allarmante e, se si confermano i numeri sempre più consistenti delle misure alternative, si accentua anche la tendenza all'assaggio del carcere per i tossicodipendenti: alle alternative ci si arriva preferibilmente così, anche se le pene sono brevi o brevissime. Di fronte a questo quadro di insensata repressione prima della esplosione della pandemia, la ministra Lamorgese proponeva l'arresto anche per i responsabili di fatti di lieve entità. Rimangono esplosive le segnalazioni alle prefetture per semplice consumo che ormai raggiungono la cifra di 1.312.180 persone (una cifra scandalosa, perlopiù di giovani) dal 1990 ad oggi, che rischiano pesanti e stigmatizzanti sanzioni amministrative.

Una criminalizzazione di massa che in gran parte, quasi un milione, riguarda il consumo di cannabinoidi. Se non si realizzeranno riforme incisive, a cominciare da una decriminalizzazione del consumo di tutte le sostanze e dalla legalizzazione della canapa, non si uscirà dal buco nero imposto dagli imprenditori della paura e dall'abuso populista della giustizia penale. L'appuntamento è a Milano per una Conferenza dal basso e autogestita, vista la latitanza del Governo.

*Il "Libro Bianco sulle droghe", promosso da La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, Cgil, Cnca, Associazione Luca Coscioni, Arci, Lila, Legacoopsociali con l'adesione di A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica Cgil, Gruppo Abele, Itardd e Itanpud è disponibile in versione cartacea in tutte le librerie e i rivenditori on line, ed è consultabile sul sito di Fuoriluogo, www.fuoriluogo.it/librobianco. Il libro bianco sarà presentato con un webinar on line oggi dalle 15: info su www.fuoriluogo.it/librobianco26giugno

 

 

 

 

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