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Sì al decreto anti-scarcerazioni, ma sarà al vaglio della Consulta PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 26 giugno 2020

 

Approvazione definitiva alla Camera del Decreto Giustizia. Droni per la sicurezza del carcere e conferma dei decreti "antiscarcerazione" che però ora saranno al vaglio della Corte costituzionale. Alcune misure urgenti previste dal decreto-legge, o introdotte nel corso dell'esame parlamentare, riguardano gli istituti penitenziari, il trattamento dei detenuti e la disciplina che consente, in situazioni particolari, l'uscita di reclusi dal carcere.

Il provvedimento approvato dalla Camera consentirà alla polizia penitenziaria di utilizzare i droni per assicurare una più efficace vigilanza sugli istituti penitenziari e garantire la sicurezza al loro interno e interviene sull'ordinamento penitenziario per modificare la disciplina procedimentale dei permessi di necessità e della detenzione domiciliare "in deroga", cioè sostitutiva del differimento dell'esecuzione della pena.

Per entrambe le misure, la modifica consiste nella previsione di un parere obbligatorio che i giudici di sorveglianza devono richiedere al Procuratore antimafia in ordine all'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata ed alla pericolosità del soggetto: solo al Procuratore distrettuale, se la decisione riguarda l'autore di uno dei gravi reati elencati nell'art. 51 comma 3 bis e comma 3 quater, anche al Procuratore nazionale, se riguarda un detenuto sottoposto al regime detentivo speciale del 41 bis. Introduce altresì una disposizione volta a prevedere l'obbligo di revoca del provvedimento di ammissione alla detenzione domiciliare "in deroga" quando vengano meno le condizioni per le quali era stata concessa.

Ma, ricordiamo, diversi magistrati di sorveglianza hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta: i principali motivi sono la lesione del diritto alla difesa e la questione temporale, visto i tempi strettissimi che sono resi obbligatori per il giudice di valutare se il detenuto sia in condizione o no di ritornare in carcere.

L'altro provvedimento approvato interviene sulla disciplina della corrispondenza telefonica delle persone detenute prevedendo che l'autorizzazione possa essere concessa una volta al giorno (in luogo di una volta a settimana) nel caso in cui riguardi figli minorenni o maggiorenni portatori di una disabilità grave, e nei casi in cui si svolga con il coniuge, l'altra parte dell'unione civile, persona stabilmente convivente o legata all'internato da relazione stabilmente affettiva, con i genitori, i fratelli o le sorelle del condannato se questi siano ricoverati presso strutture ospedaliere.

Quando si tratta di detenuti o internati per un grave delitto e per i quali si applichi il divieto dei benefici ivi previsto, l'autorizzazione non può essere concessa più di una volta a settimana. Tale disciplina non si applica ai detenuti sottoposti al regime speciale di cui all'articolo 41bis. Confermata al Garante nazionale dei detenuti la prerogativa del colloquio riservato, dando la possibilità ai garanti regionali, nell'ambito del territorio di propria competenza, di effettuare colloqui monitorati con il vincolo della riservatezza e infine prevedendo un esplicito divieto per i garanti locali di effettuare colloqui riservati con i detenuti sottoposti al regime speciale.

 

 

 

 

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