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Mura nuovo procuratore generale di Roma. Ma al Csm è giallo sull'ex capo del Dap Basentini PDF Stampa
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di Liana Milella

 

La Repubblica, 25 giugno 2020

 

Il vecchio direttore del dipartimento penitenziario vuole tornare a fare il magistrato, ma l'ex M5S Giarrusso si oppone. In pensione il presidente della Cassazione Giovanni Mammone. Entro il 15 luglio la nomina del suo successore. Ecco chi è in corsa.

La grande attesa è per le azioni disciplinari che partiranno dalla Cassazione (che per domani ha annunciato una conferenza stampa) e per gli eventuali trasferimenti per incompatibilità ambientale che proporrà il Csm per le toghe coinvolte nelle chat di Palamara. Le vecchie nomine sono tutte sulla graticola del correntismo e di eventuali anomalie e contestazioni.

Come non bastasse, sempre al Csm, si affaccia il caso di Francesco Basentini, l'ex capo del Dap che si è dimesso il 30 aprile e ha chiesto di tornare a fare il pm. Ma poiché a Potenza, dove lavorava prima, non c'è posto, l'alternativa è Roma. Ma ecco che a sbarragli la strada arriva un esposto dell'ex M5S e senatore Mario Michele Giarrusso. Dovranno esaminarlo la prima e la terza commissione.

Antonio Mura nuovo Pg di Roma - Ma lo stesso Csm deve comunque andare avanti con le nuove nomine. La macchina cammina e non può fermarsi. Ed ecco allora, dopo la scelta a maggioranza del procuratore di Perugia Raffaele Cantone la scorsa settimana, quella all'unanimità votata oggi per il procuratore generale di Roma, una carica vacante addirittura da novembre dell'anno scorso, quando Giovanni Salvi fu nominato Pg della Cassazione.

Per Roma invece - e questa volta all'unanimità - il Csm ha scelto Antonio Mura, toga di Magistratura indipendente, con una brillante carriera alle spalle. Come ricorda l'Ansa ecco il suo curriculum: "In magistratura dal 1981, Mura è stato consigliere del Csm e dal 2014 al 2017 capo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia in via Arenula.

Nel dicembre 2017 è stato nominato Pg di Venezia, dove si è occupato dei ricorsi contro le dichiarazioni di insolvenza delle banche venete. Arrivava dal ruolo di sostituto procuratore generale in Cassazione e sul suo tavolo sono finiti tanti importanti processi. Tra i tanti quelli sugli omicidi di Maurizio Gucci, della giornalista Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin, dei giudici Ciaccio Montalto e Rosario Livatino. Un lungo elenco che vede anche i giudizi sulla morte del piccolo Samuele Lorenzi a Cogne e sul crack Parmalat e il processo all'ex capo del Sisde Bruno Contrada".

Cassazione, in pensione il primo presidente Mammone - Per una nomina all'unanimità, ce n'è un'altra nell'immediato futuro su cui non mancherà battaglia. È quella per il primo presidente della Cassazione, poiché sempre oggi ha annunciato il suo prossimo saluto l'attuale presidente Giovanni Mammone, un magistrato da sempre di Magistratura indipendente. "Ho cercato di fare il mio lavoro con serietà - ha detto Mammone davanti al plenum. Ho sempre lavorato con serietà e impegno, ho cercato di essere autonomo e indipendente, di fare la vita del buon magistrato senza alti e senza bassi: penso che debba essere questa la misura su cui ogni magistrato si deve modulare".

Lo hanno salutato il vicepresidente del Csm David Ermini e il Pg della Cassazione Giovanni Salvi. Il primo dicendogli grazie "per le cose che mi ha insegnato, per il lavoro fatto insieme anche in momenti non facili: i suoi consigli non mi sono mai mancati e sono sempre stati consigli molto saggi e molto utili". Mentre Salvi ha ricordato come Mammone "abbia saputo fronteggiare l'emergenza Covid in Cassazione con grande fermezza e prontezza, con provvedimenti non facili adottati all'esito del dialogo e del confronto".

La lotta per la successione alla Suprema Corte - Ma è proprio sulla Cassazione che si giocherà la grande partita dell'estate a palazzo dei Marescialli. Ma ecco a seguire la corsa per chi prenderà il posto di Mammone che va definitivamente in pensione il 17 luglio. Per quella data il Csm dovrà aver votato il nuovo presidente perché la Suprema corte non può mai restare acefala. E qui la battaglia è tutta ancora da giocare, tra molti candidati, tra cui ci sono anche tre donne, Roberta Vivaldi e Camilla Di Iasi, già oggi presidenti di sezione della Suprema corte, e poi Margherita Cassano, presidente della Corte di appello di Firenze, ex del Csm per Magistratura indipendente.

Ma le tre giudici dovranno vedersela con un agguerrito pool di colleghi, tutti già presidenti di sezione a piazza Cavour. La "bella" potrebbe essere giocata tra Pietro Curzio e Guido Raimondi che dalla sua vanta la presidenza delle Corte dei diritti umani di Strasburgo. Ma daranno filo da torcere Giovanni Diotallevi, Angelo Spirito, Francesco Tirelli, Bruno Paolo Antoni, Francesco Antonio Genovese. Gli stessi candidati sonno già stati ascoltati come candidati al posto di presidente aggiunto lasciato da Domenico Carcano. All'elenco di toghe che corrono anche per il vertice (tranne Roberta Vivaldi) va aggiunto il nome di Giacomo Fumu, che però potrebbe garantire solo un anno di copertura prima della pensione.

 

 

 

 

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