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Lavori di pubblica utilità, prosegue la collaborazione tra Italia e Messico PDF Stampa
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di Marco Belli


gnewsonline.it, 23 giugno 2020

 

La pandemia non ferma i rapporti di collaborazione e cooperazione internazionale fra Italia, Messico e Nazioni Unite. Si è svolta infatti ieri, attraverso videoconferenza, una riunione sul programma di lavori di pubblica utilità e sul lavoro penitenziario a Città del Messico per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto, rallentato a causa dell'emergenza sanitaria.

Attorno al tavolo virtuale offerto dalla piattaforma Zoom erano seduti responsabili e sostenitori del programma: l'ambasciatore italiano in Messico Luigi De Chiara, il nuovo responsabile dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine (Unodc) Kristian Holge (danese, succeduto all'italiano Antonino De Leo), il direttore esecutivo del lavoro penitenziario a Città del Messico Aaron Sanchez Castañeda, il senior advisor di Unodc in Messico Claudio La Camera e il responsabile dell'area Messico di Enel Green Power (partner strategico del progetto) Paolo Romanacci; in collegamento dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria erano presenti il nuovo Capo del Dap Bernardo Petralia e il responsabile dell'Ufficio centrale per il lavoro dei detenuti Vincenzo Lo Cascio.

Dopo la firma del Memorandum di intesa, fra Nazioni Unite, Segreteria di Governo di Città del Messico e Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, per l'implementazione nel sistema penitenziario dello Stato messicano del Progetto 'Lavori di pubblica utilità' sulla base del modello italiano, avvenuta ad inizio agosto 2019, e le successive linee guida del programma, sottoscritte nel dicembre scorso nella sede del Gobierno de la Ciudad de México, il progetto è entrato nella fase esecutiva.

Proprio a seguito della firma di questi ultimi Acuerdos, sono stati selezionati duecento detenuti, successivamente formati a operare interventi di manutenzione alle aree verdi sia all'interno che all'esterno del carcere, adeguatamente dotati di divise e strumenti per la loro attività di giardinieri e pronti ad uscire dall'istituto per svolgere il loro lavoro in alcune zone della città.

A causa della pandemia di Covid-19, le autorità penitenziarie di Città del Messico in collaborazione con l'Unodc hanno attivato, parallelamente alla originaria attività di pulizia del verde, un programma di produzione di dispositivi di protezione individuale per affrontare l'emergenza sanitaria. Circa 15mila mascherine a settimana saranno distribuite ai 25mila detenuti e alle quasi 8mila unità di personale dei tredici istituti penitenziari di Città del Messico. Attualmente si sta pensando di estendere il programma anche in altri Stati del Messico, non appena la situazione sanitaria lo consentirà.

"Nonostante sia alla guida del Dap da poco più di un mese - ha sottolineato Petralia - ho già avuto modo di conoscere questo programma assolutamente lusinghiero e molto interessante che vede Italia, Messico e Nazioni Unite lavorare insieme nell'esportazione di un'attività virtuosa come il lavoro di pubblica utilità". Il Capo del Dipartimento ha definito il lavoro di pubblica utilità "un fiore all'occhiello del sistema penitenziario italiano, particolarmente importante dal punto di vista trattamentale e del contrasto alla criminalità organizzata, perché in grado di recuperare persone facendole volgere al bene sociale e perché costituisce un ponte di collegamento con quello che avverrà dopo il carcere". Petralia ha infine assicurato la sua "costante attenzione e condivisione del progetto, che consentirà ad entrambe gli Stati un risultato di grande rilievo internazionale".

"Anche diversi Paesi europei hanno chiesto di conoscere e approfondire questo modello italiano in vista di una possibile esportazione nel loro sistema penitenziario", ha detto il Responsabile dell'Ufficio centrale per il lavoro dei detenuti Lo Cascio, sottolineando l'importanza di "una esperienza che va ora rafforzata lavorando insieme al nuovo direttore dell'Unodc in Messico". Dal canto suo, il nuovo responsabile dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine (Unodc) Holge ha espresso l'auspicio che "presto possa essere superata l'emergenza sanitaria per poter riprendere tutti insieme un cammino già avviato con successo".

 

 

 

 

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