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Santa Maria Capua Vetere (Ce). Carcere possibile Onlus: "pestaggi, sia accertata la verità" PDF Stampa
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Il Riformista, 13 giugno 2020


Pensare che un uomo debba essere privato della propria libertà personale (a prescindere dagli errori commessi) è sempre un po' innaturale; ma l'idea che un uomo (rinchiuso in una cella e senza alcuna possibilità di reale difesa) debba essere insultato, picchiato e privato della propria dignità è inaccettabile.

Il Carcere Possibile Onlus, il 23 aprile scorso, ha presentato un esposto alla Procura di Santa Maria Capua Vetere chiedendo l'accertamento della verità; perché se i pestaggi del 6 Aprile, raccontati da alcuni detenuti ristetti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, fossero effettivamente avvenuti, e se, dunque, appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria abusarono del proprio potere per sopraffare degli uomini indifesi (spogliandoli, picchiandoli, umiliandoli) è giusto che (al pari dei detenuti con i quali si sono 'confrontati') subiscano la giusta condanna.

La condanna, però, segue il processo; non lo precede e non potrebbe mai precederlo in uno stato di diritto in cui si sostiene che tutti sono 'non colpevoli' fino alla sentenza passata in giudicato e nel quale la pena non ha carattere punitivo ma rieducativo.

Vogliamo che sia accertata la verità e che sia fatta giustizia, ma manifestiamo tutto il nostro disappunto sul modo in cui gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati agli indagati. Una modalità gravemente irrispettosa non solo della dignità e del decoro dei singoli agenti, ma anche dell'intero corpo della Polizia Penitenziaria di cui è stata inutilmente offesa l'immagine e delegittimata la funzione. Presunti soprusi non si combattono con altri soprusi e inutili spettacolarizzazioni.

La legge assicura che "la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente, della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico" (art. 111 Cost.). Si auspica che questo nobile e fondamentale principio, richiamato anche dal Procuratore Riello nella nota indirizzata alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, trovi d'ora in poi - contrariamente a quanto accaduto sino ad oggi - costante ed effettiva applicazione per assicurare il rispetto della privacy e della dignità di ciascun soggetto indagato.

 

 

 

 

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