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Giarre (Ct). Perché nessuno resti indietro, gli esami di Stato all'Icatt PDF Stampa
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di Wilma Greco*


epale.ec.europa.eu, 13 giugno 2020

 

"Se si perdono loro, gli ultimi, la scuola non è più scuola". Sempre attuali le parole di don Milani, un gigante dei nostri tempi quanto a passione, impegno e capacità di "andare oltre", con lo sguardo e con il cuore. Le sue parole sembrano scritte oggi, a commento dei dati provenienti dagli Istituti Penitenziari, dove tra tante difficoltà dovute alla pandemia, in qualche modo la scuola ha continuato ad esserci, così come ha saputo e potuto fare: tra "svolazzanti" lezioni fotocopiate, ma anche con la teledidattica e in videoconferenza con i docenti.

Il 25 maggio è partito l'ambizioso progetto di "La Scuola in TV - Istruzione degli adulti". Un percorso didattico di 30 puntate organizzato sui quattro assi culturali dei linguaggi, matematico, storico-sociale e scientifico-tecnologico, in onda su Rai Scuola (canale 146) e rivolto agli adulti iscritti ai Cpia, inclusi gli studenti delle sezioni carcerarie. Non sappiamo tuttavia quanti detenuti abbiano avuto effettivamente accesso al canale.

Le esperienze di DAD raccolte raccontano storie diversificate, ma una cosa emerge: laddove l'accesso alla rete è stato possibile, si è rilevato un'indubbia risorsa. Ora l'auspicio è che le esperienze e le tecnologie in uso in questi mesi, siano utilizzate anche da settembre e a pandemia finita, per implementare e ampliare l'offerta formativa e rendere ordinario quello che oggi è straordinario.

Arrivano intanto le prime buone notizie dall'Icatt (Istituto a Custodia Attenuata) di Giarre, alle pendici dell'Etna: i corsisti ristretti del Cpia Catania 2 hanno discusso in videoconferenza con il supporto della LIM in sincrono l'elaborato in Power Point, valevole come esame finale del percorso di istruzione di 1º livello - 1º periodo didattico.

Un passo in avanti sulla strada dell'inclusione e della scuola per tutti, tanto più che a compierlo sono stati studenti ristretti, per definizione condannati alla marginalità sociale. Lo hanno comunicato la direttrice dell'Istituto penitenziario dott.ssa Mormina e il capo area trattamento, dott.ssa Romano, esprimendo pieno compiacimento per una sinergia tra scuola e carcere, senza la quale ogni sforzo di rieducazione rimarrebbe sulla carta.

*Ambasciatrice Epale Sicilia

 

 

 

 

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