Martedì 22 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

La cosa più difficile? "Stare accanto ai più deboli, senza poter essere fisicamente vicini" PDF Stampa
Condividi

di Paolo Foschini


Corriere della Sera, 13 giugno 2020

 

La portavoce del Terzo Settore Claudia Fiaschi ospite di CivilWeekLab spiega: "Siamo abituati a inventare soluzioni nelle difficoltà. Il Terzo settore è un pezzo cardine, non solo da usare nelle emergenze".

La cosa più difficile? "Essere riusciti a garantire servizi di prossimità, insomma continuare a essere accanto ai più deboli aiutandoli concretamente, senza poter essere fisicamente vicini. Ma il Terzo settore ci è abituato, a inventare soluzioni nelle difficoltà. E direi che anche in questa emergenza ha risposto con la prontezza di sempre".

Così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, alla ripresa della diretta streaming di Civil Week Lab dalla Sala Buzzati del Corriere della Sera. Tema: "Il Terzo settore alla prova del Covid" partendo dalla seconda parola-chiave della giornata individuata nel termine "solidarietà". Tradotto, si tratta del lavoro delle migliaia di volontari, ma non solo, che in questo mesi hanno continuato a essere attivi come - e in molti casi più - di prima del Covid: un esempio fra i tanti, ricordato in diretta durante l'intervento di Claudia Fiaschi, l'ospedale costruito in Fiera a Bergamo esclusivamente da volontari.

"A volte - ha sottolineato la portavoce del Forum - manca consapevolezza del ruolo che il Terzo settore ha non tanto o non solo nelle situazioni di emergenza ma nella quotidianità. C'è una grande differenza tra realtà che sono già conosciute dentro la comunità e chi invece arriva all'ultimo momento, appunto sull'onda di una emergenza improvvisa. Ed è questa la rete che va sostenuta".

La difficoltà del Terzo settore in questi mesi è stata ricordata più volte nei mesi scorsi: da un lato essere chiamato a portare avanti i servizi di sempre, con posti di lavoro da mantenere e fasce deboli da assistere, e dall'altro aver visto letteralmente crollare i fondi sui quali sopravvivere. Tutti o quasi dirottati sul fronte sanitario dell'emergenza. "Il nostro Paese - ha ripetuto Claudia Fiaschi - ha bisogno di ricordare che questo è un pezzo cardine, non solo da utilizzare nelle emergenze. Ora è chiaro che l'impatto economico è stato importante: molti enti hanno dovuto rivedere proprio modo di lavorare, una parte di Terzo settore si è dovuto fermare. Ma si guarda avanti, come sempre".

Al Sud i problemi sociali sono stati superiori a quelli di tipo sanitario. Come ha ricordato Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione Con il Sud: "La distanza tra l'impegno straordinario del Terzo settore e il fatto che nessuno ha pensato ai problemi del Terzo settore è stata evidente, non tanto per la fase dell'emergenza ma per il dopo: non si capisce ancora che il Terzo settore ha un ruolo decisivo nella costruzione del capitale sociale, ma viene trattato come quello che dà una mano, che interviene quando c'è bisogno".

Anche se in questa circostanza una sorpresa positiva c'è stata: "Per la prima volta infatti - ha detto Borgomeo - che il Ministero dello Sviluppo e non del Welfare ha destinato fondi al Terzo settore. Però questa volta c'è stata una risposta, è la prima volta che il Ministero della Sviluppo - non del Welfare - ha destinato risorse al Terzo settore. Un tema che riguarda l'intero Paese e non solo il Sud, naturalmente, ma che vede il Sud pagare un prezzo maggiore perché le politiche sul meridione sono state sempre solo quantitative, cioè basate solo sul mettere soldi, senza considerare per cosa. Senza considerare che non è la crescita a determinare lo sviluppo: è il sociale".

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it