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San Salvador. La giustizia giusta di Almudena Bernabéu PDF Stampa
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di Paolo Lepri


Corriere della Sera, 13 giugno 2020

 

L'avvocatessa spagnola è riuscita a portare sul banco degli imputati a Madrid il militare salvadoregno che ordinò la strage dei sei gesuiti nel 1989. Il suo gruppo si chiama "Guernica", perché "è un nome che ricorda la resistenza civile contro le atrocità".

Se l'ex viceministro della sicurezza pubblica salvadoregna Inocente Montano, che ordinò il massacro dei sei gesuiti compiuto il 16 novembre 1989 nell'Università Centroamericana, è sul banco degli imputati a Madrid - mascherina azzurra e maglione a righe orizzontali bianche e grigie - il merito è soprattutto di una persona: Almudena Bernabéu, direttrice di "Guernica Group", un'organizzazione di avvocati impegnata nella giustizia transnazionale.

È stata lei ad ottenere che il mandante di quella strage, arrestato negli Stati Uniti per violazione delle norme sull'immigrazione, venisse estradato in Spagna nel 2017. Nei giorni scorsi è iniziato il processo. L'avvocatessa di Alicante, 48 anni, lo seguirà in streaming da San Francisco (dove vive e lavora), un po' dispiaciuta per il venire meno, come ha detto a El País, del "potere simbolico e di risarcimento che si crea per le vittime con l'arrivo dell'imputato in aula".

Sono passati oltre trent'anni ma non è facile dimenticare la barbarie di un attacco che aveva l'obiettivo di sabotare i negoziati di pace e che fu pianificato per attribuirne la responsabilità ai guerriglieri dell'Fmln. Ma gli assassini non riuscirono nel loro intento.

L'uccisione dei sei religiosi - cinque spagnoli e un salvadoregno, strappati dai loro letti nella notte e colpiti ripetutamente nel cortile dell'università insieme alla cuoca e alla figlia sedicenne della donna - scatenò un'ondata di proteste nel mondo e divenne una delle ragioni alla base della decisione statunitense di revocare il sostegno al regime militare del Paese centroamericano. Almudena Bernabéu ricorda oggi che i provvedimenti di amnistia approvati nel Salvador hanno impedito che altri responsabili venissero perseguiti. "È stato un crimine - ha detto al Guardian - che fa capire cosa significhi l'impunità".

Trai casi di cui si è occupata, Almudena Bernabéu ha svolto un ruolo determinante nella condanna dell'ex dittatore guatemalteco Efraín Ríos Montt per il genocidio degli indigeni maya. Il suo gruppo si chiama "Guernica" per un omaggio al gesuita Jon de Cortina, scampato tanto ai bombardamenti del 1937 contro la città basca quanto alla strage in Salvador. "Questo nome ricorda - ha osservato - il valore della resistenza civile contro le atrocità". E, aggiungiamo, la memoria indelebile del passato.

 

 

 

 

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