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Della sentenza della Consulta non beneficia chi ha già subìto la revoca della patente PDF Stampa
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di Patrizia Maciocchi


Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2020

 

Corte di cassazione - Sezione I - Sentenza 9 giugno 2020 n. 17506. L'incostituzionalità dichiarata recentemente dalla Consulta per la revoca automatica della patente a chi causa lesioni stradali ai sensi della legge sull'omicidio stradale non incide su chi ha già subìto la revoca. La Corte di cassazione, con la sentenza 17506, respinge il ricorso teso ad ottenere la sostituzione della revoca con la meno afflittiva sospensione. Una richiesta che la difesa riteneva dovesse essere accolta in virtù della sentenza 88/2019 con la quale la Corte costituzionale aveva dichiarato il contrasto con la Carta dell'articolo 222, quarto comma 2, quarto periodo, del Codice della strada per la parte in cui non prevede un margine di valutazione per il giudice tra la sospensione e la revoca, in caso di omicidio stradale o lesioni personali stradali gravi o gravissime, in assenza di circostanze aggravanti. Ma il verdetto con il quale la Consulta ha bocciato l'automatismo, non ha "effetto retroattivo", se la revoca è stata disposta con sentenza di condanna o di pena patteggiata, divenuta irrevocabile prima della pubblicazione della decisione. La Suprema corte precisa che dalla sentenza della Consulta non deriva nessuna attrazione in ambito penale della sanzione accessoria della revoca, ma solo l'attribuzione al giudice della cognizione della facoltà di scegliere tra revoca e sospensione.

 

 

 

 

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