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Torino. Mille processi rinviati e l'incubo prescrizione, ecco il post Covid PDF Stampa
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di Massimiliano Nerozzi


Corriere di Torino, 9 giugno 2020

 

È come tornare indietro nel tempo, questo post Covid, dice il presidente della Sesta sezione penale, Modestino Villani. Uno che, l'arretrato di questa (un tempo) ingolfata sezione, aveva in gran parte smaltito. Processi a citazione diretta per piccolo spaccio, furti, truffe, tutti quei reati che segnano la vita di tanti cittadini.

E ora, tra centinaia di mail allo sportello virtuale, il rischio prescrizione e quello di fare mille processi in meno del solito, tutto rischia di complicarsi. Nonostante che, da qui a dicembre 2020, Villani abbia già calendarizzati 2.070 procedimenti.

Qualche giorno fa, nelle infinite tabelle di excel che riprogrammano le date delle udienze alla Sesta sezione penale, ci si è accorti - in tempo, per attenzione e fortuna - che annotando cinque processi si era erroneamente mischiato il numero del registro generale delle notizie di reato con quello del dibattimento, rischiando così di creare un fascicolo introvabile.

Per non parlare delle centinaia di mail che, quasi ogni giorno, sono arrivate allo sportello virtuale: per saperne il contenuto, bisogna leggerle, una per una. C'è insomma il rischio che arrivino un sacco di scartoffie, ammette il presidente della Sesta sezione, Modestino Villani, che pure è già riuscito a calendarizzate 2.070 processi, dal 12 maggio al 23 dicembre. Un lavoraccio, dopo che il lockdown ha bloccato praticamente tutto, tra il 9 marzo e l'11 maggio, costringendo i giudici a riprendere in mano centinaia di fascicoli, per fissarne nuovamente le udienze.

Non è una sezione a caso, la Sesta, creata il primo giugno 2016 su iniziativa del presidente del Tribunale, Massimo Terzi, perché si occupasse di tutti i procedimenti con "citazione diretta a giudizio". Delitti e contravvenzioni magari piccoli per il legislatore, o meno gravi, ma grandi per chi li subisce o se li ritrova sotto casa, come il piccolo spaccio: dal furto alle lesioni, dai reati ambientali alla violazione degli obblighi di assistenza famigliare.

Niente udienza preliminare, il pubblico ministero manda l'indagato a processo, chiedendo al tribunale - cioè alla Sesta sezione - di fissare una data di udienza. E poiché le Procure fabbricano più procedimenti di quanti se ne possano fare, con gli anni si era formato un monumentale arretrato. Che Villani era riuscito di molto a smaltire, fino alla pandemia.

Detto che dai 2.070 sono esclusi i fascicoli già indicati nelle linee guida del presidente Terzi (con date fino al 19 novembre) e aspettando quelli con definizione "virtuale" (patteggiamenti e messe alla prova), l'anno potrebbe chiudersi con un migliaio di processi in meno celebrati. Almeno rispetto alla produttività media della Sesta. Senza dimenticare il problema della prescrizione, perché ci saranno processi che finiranno al 2021, mentre altri erano già fuori tempo massimo, o quasi. Tutti fascicoli per i quali, prima o poi, verrà appunto dichiarata la prescrizione.

Questa è l'eredità del Covid19 - e delle decisioni che ne sono derivate - oltre alla difficoltà di dover far ripartire tutta la macchina della giustizia. "È un po' come ritornare indietro nel tempo", se non al 2016 quasi, sospira Villani. Ma almeno il lavoro di catalogazione dei fascicoli è già stato fatto. Dopodiché, l'emergenza ha lasciato pure altri problemi. A partire dall'analisi delle mail che arrivano allo sportello virtuale - "e nelle quali si fanno le richieste più diverse" - che devono essere aperte e lette: tant'è che ora cancellieri e assistenti giudiziari sono tornati a quattro giorni di presenza fisica a settimana.

Del resto, pur nel rispetto degli standard di sicurezza, ovunque si è ripreso il lavoro. Resta anche il tema delle udienze filtro, per le quali si devono individuare le modalità più appropriate. Di certo non sono semplici da gestire, viste le poche aule a disposizione, quelle ritenute idonee: con l'ipotesi di poter esaminare un fascicolo ogni 15 minuti, ovvero quattro ogni ora.

Impensabile, allora, farne una sessantina alla volta. Senza contare che i fascicoli andranno rivalutati, tra quelli in cui era già stata indicata una data, con decreto, e altri in cui la stessa non era ancora stata notificata. Al momento, senza considerare le filtro, tutti i giudici togati della sezione hanno due udienze a settimana, quelli onorari una (che diventano due a settimane alterne) Morale: si faranno comunque meno processi.

 

 

 

 

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