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Pena di morte, appello a una moratoria mondiale durante la pandemia PDF Stampa
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di Monica Ricci Sargentini


Corriere della Sera, 9 giugno 2020

 

La Federazione italiana diritti umani (Fidu) e la Coalizione mondiale contro la pena di morte fanno appello a tutti i Paesi che ancora applicano la pena di morte affinché venga imposta una moratoria sulle condanne a morte e sulle esecuzioni, data l'impossibilità di assicurare un processo equo così come una rappresentanza legale equa durante la pandemia da Covid-19.

Secondo Rivera Medina, "mentre alcuni Paesi pronunciano condanne a morte in videoconferenza, come accaduto in Nigeria o a Singapore, in altri le restrizioni carcerarie violano gravemente i diritti di coloro che attendono l'esecuzione, perché i tribunali sono in stallo e gli studi legali sono chiusi. È quindi a rischio la possibilità per le persone la cui vita è in pericolo di fare ricorso".

L'attuale crisi sanitaria globale, ha continuato il presidente, "ha mostrato quanto sia stato profondamente ingiusto il sistema nei confronti di quelle persone già indebolite da una pesante condanna. La mancanza di visite alle persone nel braccio della morte e l'incapacità per gli avvocati e per i giudici di lavorare normalmente sono tutte conseguenze ingiuste di un sistema mal organizzato".

D'altro canto, quei Paesi che hanno avuto il coraggio in questo periodo di fare un passo, grande o piccolo, verso l'abolizione, sono la dimostrazione che il nostro mondo è reso migliore dal superamento della pena di morte, pratica arcaica, crudele e degradante. Ad esempio, il Camerun, il Kenya, il Marocco e lo Zimbabwe hanno concesso commutazioni di pene, estendibili anche ai condannati a morte.

Il 10 ottobre, la società civile si mobiliterà per celebrare la diciottesima Giornata mondiale contro la pena di morte, che si concentrerà sul diritto alla rappresentanza legale, evidenziando il ruolo degli avvocati nella protezione di coloro che rischiano la pena di morte. Un diritto che oggi è leso dalla crisi sanitaria poiché gli avvocati, già colpiti sul piano economico, non sono messi nelle condizioni di assistere i loro clienti.

 

 

 

 

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