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Don Marco Pozza: "I detenuti sono il mio quinto Vangelo" PDF Stampa
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di Emanuele Ambrosio


ilsussidiario.net, 8 giugno 2020

 

Don Marco Pozza, il parroco del carcere "Due Palazzi" di Padova ospite della nuova puntata di "Da noi...a ruota libera", il programma condotto da Francesca Fialdini e trasmesso domenica 7 giugno 2020 nel pomeriggio di Raiuno. Il teologo e parroco è conosciuto anche come conduttore televisivo, mentre i più giovani lo chiamano don Spritz. Lui stesso, invece, si definisce come "uno straccio di prete al quale Dio s'intestardisce ad accreditare simpatia, usando misericordia" ed un grande appassionato di Antoine de Saint-Exupéry, l'autore de "Il piccolo principe", una delle opere letterarie più famose e conosciute al mondo.

La passione per la scrittura e per lo studio l'hanno spinto a conseguire il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana con una dissertazione su Cittadella, la sola opera postuma dello scrittore-aviatore francese. Non solo teologo e conduttore, Don Marco è anche autore di diversi libri. Il debutto arriva nel 2011 con il romanzo "Penultima lucertola a destra" seguito l'anno dopo da "Contropiede". La grande popolarità come autore arriva con la trilogia dedicata alla figura di Cristo iniziata nel 2015 con "L'imbarazzo di Dio" seguito da "L'agguato di Dio" e "L'iradiddìo".

Don Marco Pozza e Papa Francesco: "per me è un Papà" - Nel 2016 proprio grazie alle sue opere autoriali Don Marco Pozza riceve il Premio Speciale Biagio Agnes per il giornalismo e debutta come conduttore nel programma "Le ragioni della speranza" trasmesso su Rai1. L'anno dopo approda a Tv2000 dove conduce il programma "Padre Nostro" con la presenza fissa di Papa Francesco con cui ha scritto anche il libro "Quando pregate dite: Padre nostro" edito per Rizzoli.

Parlando proprio della fede, Don Marco intervisto da La voce dei Berici ha raccontato: "la mia fede è cresciuta e si è confermata sotto la guida di tre Pontefici: Giovanni Paolo è stato per me un Papa da guardare, Benedetto XVI un Papa da ascoltare, Francesco un Papa da toccare". In particolare il parroco si è soffermato proprio su Papa Francesco con cui ha collaborato e lavorato a stretto contatto.

"Con Papa Francesco, poi, ho dovuto aggiungere un accento: da Papa a Papà" - ha detto Don Marco - "Dio è generosissimo con me, mi sta donando una pagina sacra incredibile da vivere in questi anni: stare a contatto spiritualmente con Pietro è come stare seduti alla sorgente e poter bere l'acqua appena uscita dalla fonte. Freschezza pura".

Infine l'uomo si è soffermato anche sul suo compito di parroco all'interno del carcere "Due Palazzi" a Padova: "i detenuti mi chiedono di sedermi vicino e attraversare assieme a loro questo pezzo fastidioso di vita che mi cambia nel profondo. Sarò per sempre loro grato non del male che hanno commesso ma della sete di riscatto che qualcuno di loro mi mostra in presa-diretta. Sono il mio quinto Vangelo".

 

 

 

 

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