Domenica 05 Luglio 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

"Mancano le condizioni per sciogliere il Csm. Ma i colloqui tra giudici fanno rabbrividire" PDF Stampa
Condividi

di Virginia Piccolillo


Corriere della Sera, 31 maggio 2020

 

Intervista a Cesare Mirabelli, presidente emerito della Consulta. "Il Parlamento deve intervenire in maniera non acquiescente ai magistrati, ma neanche punitiva. Ma non ci sono le condizioni per sciogliere il Consiglio superiore della magistratura". Lo spiega con chiarezza Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale.

 

Il centrodestra lo chiede, dopo le intercettazioni di Luca Palamara che diceva di attaccare Matteo Salvini...

"Quei colloqui fanno rabbrividire. Ma ha ragione il presidente della Repubblica, il Csm non può essere sciolto. Non in questo caso".

 

E allora quando?

"Secondo la Costituzione, solo quando sia impossibile il suo funzionamento. Se venissero meno i suoi membri o il funzionamento della commissione disciplinare. Ma non è questo il caso".

 

Ma come affrontare una situazione ritenuta grave?

"Lo è. Lo dimostrano le dimissioni di consiglieri; il reticolo di trattative che riguardavano le nomine e il voler colpire il ministro. Ma le conseguenze possono essere altre. Di carattere penale (in corso). O disciplinare. E la necessità di un intervento legislativo o costituzionale è evidente".

 

Perché? E quale?

"Ci sono vizi da eliminare. Come l'eccessiva intrusione delle correnti nella gestione delle istituzioni. Il Csm nasce come garanzia dell'indipendenza del giudice che non deve né temere né sperare".

 

Invece?

"Invece è diventato il dominus dei magistrati che aspirano agli incarichi direttivi da cui non si vuole più tornare indietro (come fanno i rettori). E la durata di 4 anni più 4 (dopo una verifica) rende dipendenti dal Csm".

 

Qual è la soluzione?

"Nessun sistema è incorruttibile se non lo sono gli uomini. Lo sconcerto e la delusione nasce dal fatto che i magistrati hanno un grosso potere e un grande riconoscimento. Ora devono fare un piccolo esame di coscienza perché temo che si sia appannata l'immagine di indipendenza. E il Parlamento ha il diritto di intervenire in maniera seria e decisa".

 

Che intende?

"Non deve scrivere una riforma sotto dettatura dei magistrati, ma neanche dargli addosso perché abbiamo tutti diritto ad un giudice terzo e imparziale. Si dice tanto delle "porte girevoli". Ma chi candida i magistrati?".

 

Quali interventi sono urgenti?

"Diminuire la discrezionalità nella progressione in carriera e cambiare le regole di elezione del Csm. Magari rendendo più legati al territorio i collegi elettorali. Altrimenti le correnti si trasformano in macchine per il consenso".

 

Le abolirebbe?

"C'è libertà di associazione e rivendicano un ruolo culturale. Ma c'è il rischio di una funzione interpretativa para-legislativa che necessita di una investitura democratica. E poi si sono moltiplicate con una logica politica di spartirsi fette di potere. Non possono più essere questo".

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it