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Qatar. Fino a tre anni di carcere per chi non userà l'app per tracciare i contagi PDF Stampa
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di Riccardo Noury


Corriere della Sera, 29 maggio 2020

 

Dal Qatar attiva una storia paradigmatica dei rischi insiti nel tracciamento dei contagi da Covid-19 tramite app. Il 22 maggio è entrata in vigore la legge che obbliga tutte le persone residenti nel paese a scaricare e usare l'app Ehteraz (in arabo, Precauzione). In meno di una settimana è stata scaricata da oltre un milione di utenti solo da Google Play Store. Del resto, per chi non la usa è sono previste una condanna fino a tre anni e una multa di oltre 50.000 euro.

Il giorno prima Amnesty Security Lab aveva scoperto una pericolosa falla nella configurazione dell'app che avrebbe consentito facile accesso a informazioni personali e altri dati sensibili dell'utente. Per attivare Ehteraz bastava fotografare il QR code del server centrale e fornire il numero di carta d'identità. Una volta attivata l'app senza alcun'altra procedura di autenticazione, occorreva inserire nome e cognome, di nuovo il numero di carta d'identità, residenza, luogo di quarantena e struttura medica in cui la persona risultata positiva era stata curata.

Avvisate, domenica 24 le autorità del Qatar hanno modificato la configurazione, introducendo il criterio della doppia autenticazione ed eliminando i campi relativi a nome e cognome e luogo di residenza. Restano alcuni aspetti preoccupanti. Intanto l'obbligatorietà della misura. Poi il tema della riservatezza dei dati che finiscono in un archivio centrale senza garanzie riguardo al trattamento dei dati.

 

 

 

 

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