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Semilibertà applicabile in via provvisoria anche se pena è superiore a 6 mesi PDF Stampa
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di Anna Larussa


altalex.com, 22 maggio 2020

 

Il magistrato di sorveglianza può concederla al condannato a pena non superiore a 4 anni, senza attendere la decisione definitiva del Tribunale di sorveglianza (Corte cost. n. 74/2020). E' illegittimo l'art. 50, comma 6, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui non consente al magistrato di sorveglianza di applicare in via provvisoria la semilibertà, ai sensi dell'art. 47, comma 4, o.p., in quanto compatibile, anche nell'ipotesi prevista dal terzo periodo del comma 2 dello stesso art. 50 (Corte costituzionale, sentenza n. 74/2020).

Il giudizio a quo - La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Magistrato di sorveglianza di Avellino, investito dell'istanza di un detenuto, corredata dall'attestato di un'offerta di lavoro, volta a ottenere l'applicazione provvisoria dell'affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, della semilibertà. Il giudice a quo ha in particolare dubitato della legittimità costituzionale dell'art. 50, comma 6, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario), nella parte in cui prevede che il magistrato di sorveglianza possa applicare in via provvisoria la semilibertà solo nel caso di pena detentiva non superiore a sei mesi.

Tale disposizione, ad avviso del rimettente, violerebbe l'art. 3, primo comma, della Costituzione sotto un duplice profilo: anzitutto, in quanto, in contrasto con il criterio di gradualità nell'accesso ai benefici penitenziari, essa prevede per l'ammissione in via provvisoria alla semilibertà, una limitazione più stringente di quella prevista per l'affidamento in prova al servizio sociale, che può essere applicato provvisoriamente dal magistrato di sorveglianza, ai sensi dell'art. 47, comma 4, o.p., in rapporto a pene detentive da espiare, anche residue, fino a quattro anni; in secondo luogo, per l'irragionevole disparità di trattamento cui dà luogo rispetto ai condannati liberi che fruiscono della sospensione dell'esecuzione della pena ai sensi dell'art. 656, comma 5, c.p.p.: questi ultimi, infatti, ove debbano espiare una pena, anche residua, superiore a sei mesi ma inferiore a quattro anni, possono accedere alla semilibertà, in forza dell'art. 50, comma 2, o.p.. (che riguarda appunto le pene superiori a sei mesi), anche prima dell'espiazione della metà della pena, laddove il tribunale ritenga insussistenti i presupposti per la concessione dell'affidamento in prova.

La norma censurata violerebbe, inoltre, l'art. 27, primo e terzo comma, Cost., compromettendo la funzione rieducativa della pena, cui è preordinata la progressività del trattamento penitenziario: ciò, in quanto il condannato che debba espiare una pena superiore a sei mesi dovrebbe attendere i tempi per la decisione del tribunale di sorveglianza, pur avendo scontato la metà della pena e dato prova della "volontà di recupero", con il rischio di perdere le opportunità di lavoro addotte a sostegno dell'istanza e senza poter sperimentare la misura pù contenuta in vista della concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale.

La disciplina - La questione attiene alla procedura di applicazione della semilibertà (in particolare della semilibertà "surrogatoria", come vedremo qui a breve) che, come noto, consente al condannato e all'internato "di trascorrere parte del giorno fuori dell'istituto per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale" (art. 48, comma 1, o.p.).

All'interno della figura si distinguono tre ipotesi: la semilibertà per le pene dell'arresto e della detenzione non superiore a sei mesi, finalizzata a limitare gli effetti desocializzanti della carcerazione di breve durata (art. 50, comma 1, ordin. penit.); la semilibertà per pene medio-lunghe, cui possono accedere, in base ai progressi compiuti nel corso del trattamento e in vista del graduale reinserimento nella società (art. 50, comma 4, ordin. penit.), i condannati che abbiano espiato almeno la metà della pena (o i due terzi, cfr. art. 4-bis, o.p.), indipendentemente dall'entità della pena residua (art. 50, comma 2, primo periodo, o.p.); infine, la semilibertà cosiddetta "surrogatoria" dell'affidamento in prova al servizio sociale, concedibile ai condannati che debbano espiare una pena rientrante nel limite di fruibilità dell'affidamento in prova (pena detentiva, anche residua, non superiore a quattro anni ex art. 47, comma 3-bis, o.p.) ma che, in concreto, non siano ritenuti ancora meritevoli di tale beneficio: nel qual caso possono essere ammessi alla semilibertà, ancorché non abbiano ancora espiato la metà della pena (art. 50, comma 2, terzo periodo, o.p.).

Le censure del magistrato di Avellino riguardavano proprio quest'ultima ipotesi poiché per essa non è richiamato (a differenza di quanto previsto per l'ipotesi di semilibertà in relazione alle pene detentive brevi) l'art. 47 comma 4 o.p., in virtù del quale "quando sussiste un grave pregiudizio derivante dalla protrazione dello stato di detenzione", il magistrato di sorveglianza, ove siano offerte "concrete indicazioni" in ordine all'esistenza dei presupposti per l'affidamento in prova e alla sussistenza del grave pregiudizio, e non vi sia pericolo di fuga, può disporre l'applicazione provvisoria della misura con ordinanza, fino alla decisione del tribunale di sorveglianza, che deve intervenire nel termine, ordinatorio, di sessanta giorni. Proprio della limitazione conseguente al mancato richiamo della suddetta disciplina si doleva il rimettente, in ragione del fatto che, rebus sic stantibus, il magistrato di sorveglianza, non potrebbe applicare la semilibertà in rapporto a pene superiori a sei mesi ma inferiori a quattro, pur potendo invece applicare in via provvisoria l'affidamento in prova al servizio sociale in rapporto a pene fino a quattro anni.

La decisione - La Corte ha accolto la questione in relazione alla riconosciuta violazione dell'art. 3 Cost. Ciò ha fatto evidenziando come la dedotta discriminazione tra semilibertà e affidamento in prova concernesse non le condizioni di accesso alla misura, da tempo allineate rispetto al limite di pena, ma le modalità di accesso per il tramite della procedura di applicazione provvisoria sopra descritta, idonea ad evitare al condannato i tempi di attesa della decisione del tribunale di sorveglianza e i pregiudizi ad essi connessi. Posta tale precisazione, la Corte ne ha inferito che, una volta omologato il limite di pena suscettivo di dare la stura ai due benefici, non v'è più alcuna ragione per lasciare disallineata in peius la semilibertà surrogatoria, quanto alla possibilità di accesso accelerato al beneficio tramite provvedimento dell'organo monocratico.

La mancata estensione della procedura prevista dall'art. 47, comma 4, o.p. penit. alla semilibertà "surrogatoria" non è giustificabile, secondo la Corte, soprattutto ove si consideri che l'attesa dei tempi richiesti per la decisione del tribunale di sorveglianza potrebbe far perdere al condannato, che pure sia già in possesso di tutti i requisiti per la fruizione della misura, l'opportunità di lavoro in relazione alla quale è stata formulata l'istanza di semilibertà e, con essa, l'effetto risocializzante connesso allo svolgimento dell'attività lavorativa extra moenia, anche in vista della successiva ammissione al beneficio più ampio. In disparte la considerazione secondo cui l'ammissione alla misura avviene pur sempre in via provvisoria, sotto la condizione della conferma da parte del tribunale di sorveglianza.

Alla luce di tali considerazioni la Consulta ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 50, comma 6, o.p. nella parte in cui non consente al magistrato di sorveglianza di applicare in via provvisoria la semilibertà, ai sensi dell'art. 47, comma 4, o.p., in quanto compatibile, anche nell'ipotesi prevista dal terzo periodo del comma 2 dello stesso art. 50 ovvero quando la pena detentiva da espiare sia superiore a sei mesi, ma non a quattro anni.

 

 

 

 

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