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Calabria. Detenuti discriminati per l'orientamento sessuale PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 22 maggio 2020

 

Lo si rileva nel rapporto del garante, reso pubblico di recente. in alcuni casi nella causale di trasferimento si specifica: alla sezione "protetti- promiscua" - "camera per omosex". Nei penitenziari calabresi c'è un problema di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale.

A rivelarlo è il Garante nazionale delle persone private della libertà nel suo rapporto reso pubblico recentemente e che risale alle visite effettuate nel 2018, ma finora senza alcuna risposta da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap).

Si legge che nella Regione sono presenti quattro sezioni per detenuti protetti, di cui tre per persone che hanno commesso reati a riprovazione sociale (negli Istituti di Castrovillari, Reggio Calabria "Arghillà" e Vibo Valentia) e una sezione di tipo promiscua per gli altri detenuti destinatari di protezione. La criticità in questo caso evidenziata è doppia: il fatto che ci sia una sola sezione protetta per detenuti che non abbiano commesso reati a riprovazione sociale in tutta la Regione e la caratteristica di "promiscuità "della sezione stessa (per persone omosessuali, transessuali e ex appartenenti alle Forze dell'ordine). Il Garante osserva che l'articolo 14 dell'ordinamento penitenziari prevede infatti, la possibile assegnazione in sezioni protette distribuite su tutto il territorio nazionale in maniera uniforme in ragione dell'identità di genere o dell'orientamento sessuale, su chiara richiesta dell'interessato.

Al contrario, nella sezione protetti promiscua dell'Istituto di Castrovillari il Garante ha trovato allocate persone in ragione del loro orientamento sessuale senza che le stesse persone interessate ne avessero fatto richiesta, secondo quanto riferito dalla Direzione e secondo quanto riscontrato dalla delegazione: si denuncia che in alcuni casi, nella comunicazione del Provveditorato, non solo nella categoria cui è assegnato il detenuto a fianco alla dicitura "Media sicurezza" vi è aggiunto "Protetto- Omosex", ma nella causale di trasferimento e assegnazione si specifica: "alla Sezione "Protetti- promiscua" - "Camera per omosex" della Casa circondariale di Castrovillari".

Per il Garante nazionale tutto ciò è in palese contrasto con il diritto alla riservatezza e del diritto della persona alla scelta rispetto alla possibile allocazione in una sezione protetta oppure no. Il Garante ritiene tale situazione non accettabile. Per questo motivo raccomanda il pieno rispetto dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere delle persone detenute, evitando l'implicita discriminazione propria dell'allocazione in sezioni separate, senza il loro consenso, così come stabilito dall'ordinamento penitenziario e dal Principio 9, comma A) e C) dei Principi di Yogyakarta.

Quali sono questi principi evocati dal Garante? "Tutti coloro che sono privati della libertà devono essere trattati nel rispetto della dignità intrinseca della persona umana. L'orientamento sessuale e l'identità di genere sono parte integrante di ciascuna dignità della persona.

Gli Stati devono: a) Garantire che la detenzione eviti di emarginare ulteriormente le persone sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere o sottoporli a rischio di violenza, maltrattamenti o abusi fisici, mentali o sessuali; C) Garantire, per quanto possibile, che tutti i detenuti partecipino alle decisioni relative al luogo di detenzione adeguato al proprio sesso orientamento e identità di genere".

 

 

 

 

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