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Napoli. "Da zero a 20 ingressi al giorno" a Poggioreale, finito il lockdown tornano gli arresti PDF Stampa
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di Francesca Sabella


Il Riformista, 22 maggio 2020

 

Finisce il lockdown e aumentano nuovamente i reati e gli arresti, mentre per decine di detenuti arriva il braccialetto elettronico indispensabile per scontare la pena a casa e riprendono i colloqui nei penitenziari. Inizia così la fase 2 per le carceri della Campania. Le strade deserte, la paura di contrarre il virus e l'incremento delle forze dell'ordine sul territorio, avevano tenuto a casa anche i delinquenti. Ma è bastato un timido inizio di ritorno alla routine per far aumentare di colpo i reati e gli ingressi dietro le sbarre, con il rischio di sovraffollare nuovamente i penitenziari e far salire i numeri dei contagiati da Covid-19.

"Durante il lockdown - spiega Antonio Fullone, provveditore dell'amministrazione penitenziaria campana - Nel carcere di Poggioreale ci sono stati giorni nei quali abbiamo registrato zero ingressi o al massimo due. Da quando le misure adottate per il contenimento del virus sono state allentate - continua - abbiamo notato subito l'aumento dei reati con il conseguente trasferimento nel penitenziario. Anche 20 detenuti in un giorno, praticamente sfioriamo i picchi del periodo pre-Covid". Il dato è una bomba ad orologeria che potrebbe scoppiare da un momento all'altro, mandando all'aria mesi di sacrifici e provvedimenti che avevano tentato di ovviare al problema dell'impossibilità del distanziamento sociale tra i detenuti. La preoccupazione per l'esplosione del contagio nelle carceri aveva portato il governo a emanare il decreto Cura Italia. Il provvedimento aveva concesso la detenzione domiciliare ai reclusi che dovevano scontare una pena o un residuo fino a 18 mesi, il tutto grazie a una procedura semplificata. Una volta lasciata la cella, i detenuti con una pena da scontare tra i sette e i 18 mesi avrebbero dovuto indossare il braccialetto elettronico. "Al momento dell'ok ai domiciliari - ha dichiarato Fullone - 62 detenuti su 80 hanno ricevuto, in tempi brevi, il dispositivo di controllo".

Con il decreto svuota carceri, i detenuti all'interno degli istituti penitenziari della Regione sono passati da 7mila e 500 a 6mila e 300. Con il Cura Italia sono usciti dal carcere 400 detenuti e altri 600 circa hanno ottenuto maggiori concessioni proprio in relazione al particolare momento di emergenza. Tutto questo ha consentito una buona gestione dell'epidemia. "In tutta la Campania - precisa Fullone - abbiamo registrato sette casi di positività tra gli agenti di polizia penitenziaria e quattro tra i detenuti, tutti del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Oggi non abbiamo casi di Covid-19 all'interno delle prigioni della Regione".

Per chi entra in carcere in questo momento così delicato, nel quale si tenta di convivere con il virus, ci sono una serie di passaggi obbligatori. "Per i nuovi detenuti - dice Fullone - è stato istituito un isolamento preventivo di 15 giorni, il monitoraggio della temperatura e la verifica di eventuali sintomi sospetti". Tra le novità della fase 2 anche la ripresa dei colloqui tra detenuti e familiari. Lo ha comunicato Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, durante una diretta su Facebook. "In particolare - ha spiegato Ciambriello - i detenuti potranno effettuare un colloquio entro fine maggio e due colloqui a giugno e in queste occasioni, contestualmente, si consegneranno i pacchi". Via libera, quindi, ma con obbligo di guanti e mascherina, autocertificazione e misurazione della temperatura. I colloqui avverranno in spazi dedicati e separati in modo tale da consentire il distanziamento, ancora fondamentale in questa fase 2 della pandemia.

 

 

 

 

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