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Volterra (Pi). Smart working in carcere anche per i detenuti attori PDF Stampa
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di Andreas Quirici


Il Tirreno, 20 aprile 2020

 

La Compagnia della Fortezza lavora al nuovo spettacolo con mail e videochiamate Il regista Punzo: "Ci scambiamo testi e idee sperando di andare presto in scena". Fare teatro ai tempi del coronavirus. Per di più con attori che non sono semplici attori, ma detenuti attori. È l'apparente "mission impossible" di Armando Punzo e della sua Compagnia della Fortezza che, con l'emergenza sanitaria e l'isolamento forzato in atto, sta portando avanti la preparazione del tradizionale spettacolo estivo con una sorta di smart working tra i tanti collaboratori e gli attori che interagiscono col regista dall'interno del carcere di Volterra, grazie a videochiamate e mail.

Il tutto in attesa che, nell'area del campino da calcio della casa circondariale venga montata una postazione Internet con un grande schermo in modo che, a gruppi, i carcerati possano seguire le direttive di Punzo e avere un dialogo più completo. Ovviamente, sperando che tutto possa tornare alla normalità in un tempo ragionevolmente veloce dopo che, comunque, lo spettacolo della Compagnia è stato rimandato almeno a settembre-ottobre.

"Essendo abituati a lavorare in condizioni difficili - racconta Armando Punzo - ci siamo detti che non avremmo dovuto interrompere il lavoro. Così la scelta è caduta, fatalmente, sulle tecnologie. Grazie alla disponibilità della direttrice del carcere Maria Grazia Giampiccolo stiamo portando avanti il lavoro". I detenuti sono dotati di telefono cellulare, dopo l'apertura alle comunicazioni coi familiari decisa dal ministero. In questa maniera regista e attori sono in grado di scambiarsi pareri, tramite le videochiamate, sui tantissimi testi di Naturae, lo spettacolo in preparazione che è, di fatto, il proseguimento di quello fatto l'anno scorso. In più ci sono le email che rappresentano un altro strumento molto utile per interagire tra chi è dentro e chi è fuori dal carcere.

"I ragazzi in carcere - dice ancora Armando Punzo - hanno il compito di lavorare. E lo stanno facendo, perché tra noi è uno scambio continuo di proposte di testi da inserire nello spettacolo e da confronti serrati su come portare avanti la creazione dello spettacolo. Si stanno impegnando molto e questo è un incoraggiamento per tutti".

Senza contare i collegamenti con almeno quaranta in contemporanea dei sessanta collaboratori della Compagnia e di Carte Blanche, l'associazione guidata da Cinzia De Felice che sta dietro al progetto di Punzo, per portare avanti gli aspetti scenografici, musicali e dei costumi legati allo spettacolo. "La cosa che mi piace di più - sottolinea il regista - è la voglia di non mollare da parte di tutte le persone coinvolte. Siamo in un periodo di emergenza e lavorare in questa maniera non è per niente facile per nessuno. Però stiamo andando avanti con i nostri progetti. Almeno dal punto di vista concettuale. È logico che questi nostri sforzi dovranno trovare risposte nella realtà dei fatti. Realizzare lo spettacolo non dipende solo da noi, ma dalla situazione generale legata al coronavirus in Italia. Ci piacerebbe davvero riuscire a metterlo in scena. Significherebbe che il quadro complessivo dell'emergenza sanitaria è notevolmente migliorato".

 

 

 

 

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