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Covid-19 e detenuti: l'Italia è meno severa dell'Europa PDF Stampa
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di Antonella Mascali


Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2020

 

Anche all'estero i provvedimenti di scarcerazione sono limitati a chi ha da scontare un residuo di pena e non per reati gravi. Chi sostiene che in tempo di coronavirus gli altri Paesi europei siano più elastici nel concedere scarcerazioni, in funzione anti contagio, si sbaglia. Anche per la vita in carcere sono state prese misure come in Italia: l'aumento del numero di telefonate in conseguenza all'azzeramento delle visite dei familiari, collegamenti via Skype.

I provvedimenti di scarcerazione sono limitati a chi ha da scontare un residuo di pena e non per reati gravi, con criteri anche più restrittivi dell'Italia. Anzi, diversi Paesi sono decisamente più rigidi del nostro, per esempio Germania, Spagna, Norvegia e Inghilterra.

Invece, rispetto alla sospensione delle visite esterne e all'adozione di misure ad hoc di tipo igienico-sanitario, dentro le carceri c'è un'omologazione tra Paesi europei e non: dalla Francia al Belgio, alla Spagna, alla Germania all'Olanda, ai Paesi scandinavi e a quelli dell'Est Europa. Ma anche Russia, Usa, Marocco.

In Italia, fino al 30 giugno può stare ai domiciliari chi ha un residuo di pena fino a 18 mesi, non per gravi reati. A partire dai 6 mesi solo se si ha il braccialetto elettronico. I detenuti in semilibertà possono dormire a casa. Sono misure già previste dalla legge del 2010 ma fino al 30 giugno la procedura è semplificata anche se resta il vaglio del giudice di sorveglianza.

Francia. Al 1° aprile erano stati scarcerati 3.500 detenuti, l'obiettivo del governo è di liberarne fino a 5 mila e la ministra della Giustizia, Nicole Bolloubet si è appellata ai giudici affinché diminuiscano gli ingressi di nuovi detenuti facendo ricorso a pene alternative previste dalla legge ordinaria o al differimento della pena, in caso di condanne lievi. Sono aumentate le sospensioni della pena per detenuti gravemente malati. In forte calo la custodia cautelare preventiva, eccetto per arresto in flagranza di reato, come in Italia. Sono aumentate le possibilità di libertà vigilata senza braccialetto elettronico.

Spagna. I detenuti spagnoli che hanno potuto lasciare il carcere sono solo quelli che erano già in regime di semilibertà. Invece di rientrare in carcere per dormire, come in Italia possono restare nelle loro case ma con il braccialetto elettronico. Una possibilità già prevista dall'ordinamento penitenziario spagnolo e adesso impiegata sostanzialmente a tutti i casi dei detenuti semiliberi che abbiano un domicilio. Nessun differimento di pena ai domiciliari per alcuni tipi di detenuti che devono scontare un residuo di pena. Sono stati, però, ridotti gli ingressi di nuovi detenuti in carcere.

Germania. Anche in Germania non c'è stata alcuna scarcerazione, perché non c'è una legislazione vigente che lo consenta. C'è, invece, come sempre, la possibilità di richiedere la sospensione della pena per ragioni di salute gravi; in questo periodo l'ingresso dei nuovi detenuti è previsto solo per i condannati a pene per reati gravi. I nuovi entrati per due settimane sono in strutture separate per evitare un rischio eventuale di contagio.

Norvegia. I detenuti che possono ottenere la libertà anticipata per l'emergenza coronavirus sono coloro a cui resta una pena residua fra i 3 e i 6 mesi e hanno diritto a uscire tra i 10 e i 30 giorni in anticipo rispetto alla data prevista, devono anche essere sottoposti a una valutazione di pericolosità sociale.

Inghilterra-Galles. Il 6 aprile è stato varato un piano di liberazione graduale di detenuti fino a un massimo di 4.000, ritenuti a basso rischio e con due mesi di pena da scontare in regime di libertà condizionata. "Saranno provvisti - si legge sul sito del ministero della Giustizia inglese - di strumenti elettronici e rilasciati temporaneamente". Saranno controllati anche con il Gps per verificare che restino a casa.

 

 

 

 

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