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Pesaro. Domanda di domiciliari respinta ad alcuni detenuti, scoppia la protesta PDF Stampa
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Il Messaggero, 19 aprile 2020


È partita nel tardo pomeriggio di venerdì la protesta dei detenuti della Casa circondariale di Villa Fastiggi. Arnesi di fortuna, stoviglie, coperchi e pentole sbattuti contro le pareti delle celle, contro le porte di ferro, contro le inferiate.

Un rumore sempre più forte, sempre più violento che ha finito per coinvolgere almeno 170 dei 230 detenuti ospitati nel carcere di Villa Fastiggi creando attimi di forte tensione. Nell'edificio già sovrappopolato, affidato a un corpo di guardia i cui numeri sono insufficienti, si è diffuso l'allarme. Per un po' si è temuta una rivolta che sarebbe potuta essere poi difficile da contenere. Ma non è stato così, la mediazione e il buonsenso hanno avuto la meglio. In tarda serata la situazione è tornata sotto controllo.

Non è chiaro nel dettaglio cosa abbia scatenato la protesta dei detenuti ma pare che, i primi di loro che avevano presentato richiesta di trascorrere in detenzione domiciliare per l'emergenza coronavirus, abbiano ricevuto un rifiuto. La notizia è corsa di corridoio in corridoio, di cella in cella fino a fare esplodere la rabbia. Sul posto sono arrivate sul posto due auto dei carabinieri di Pesaro, due pattuglie delle squadre volanti e della squadra mobile supportate da altri due equipaggi del reparto mobile di Senigallia.

Il Garante in contatto con l'Istituto penitenziario - Il Garante dei diritti Andrea Nobili in contatto con l'istituto penitenziario di Villa Fastiggi a Pesaro, dopo la protesta dei detenuti. "La nostra interlocuzione con i vertici della casa circondariale e dell'amministrazione penitenziaria - sottolinea Nobili - non si è mai interrotta. In questo periodo l'attenzione dell'Autorità di garanzia è stata rivolta soprattutto alla questione sanitaria ed a ieri, secondo riscontri effettuati, non risultano casi positivi al Coronavirus sia tra i detenuti che tra gli agenti di polizia penitenziaria".

Il Garante non manca di evidenziare che "a Villa Fastiggi esiste, non l'abbiamo mai nascosto, un oggettivo problema di sovraffollamento che in situazioni emergenziali non può che acuire le criticità più volte rappresentate". Il rinnovato auspicio è che per far fronte alla situazione degli istituti marchigiani "ci sia una collaborazione concreta - stigmatizza Nobili - che veda la partecipazione attiva di tutte le componenti chiamate ad intervenire nell'ambito del mondo carcerario. Questo al di là delle più volte segnalate problematiche di organici e dell'assegnazione di un Presidente effettivo, come nel caso del Tribunale di sorveglianza di Ancona, e di presenza sul territorio, come per il Prap attualmente chiamato ad interagire con Emilia Romagna e Marche con le innumerevoli difficoltà logistiche del caso".

 

 

 

 

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