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Milano. La raccolta fondi dei detenuti di Bollate: "Piccolo gesto per chi lotta in prima linea" PDF Stampa
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di Luigi Ferrarella


Corriere della Sera, 19 aprile 2020

 

Un bonifico alla Protezione civile e un contributo al Banco Alimentare. La lettera intitolata "Al nostro grande Paese" e la paura per le cronache del virus. I detenuti del carcere di Bollate hanno inviato 1.405 euro in dono alla Protezione civile. Magari rischierebbero di passare quasi inosservati, spersi nel fiume di generose donazioni di euro alla Protezione civile.

Eppure 1.405 euro pesano più dei dieci milioni di euro del mega imprenditore, o dei tre milioni della coppia di "vip" social, o del milione di euro del grande banchiere, se a toglierseli di tasca - fra i pochi euro della propria mercede di piccoli lavori in cella, e sottraendoli a quel minimo di spesa aggiuntiva al gramo vitto quotidiano - sono i detenuti di un carcere: in questo caso i detenuti dell'istituto di Bollate.

Che in più, oltre a bonificare 1.405 euro alla Protezione civile per il "Nostro grande Paese" alle prese con il virus Covid-19, hanno anche organizzato una raccolta di 250 chilogrammi di generi alimentari che il Banco Alimentare della Lombardia "Danilo Fossati Onlus", tramite l'associazione "Incontro e Presenza", ora distribuirà a chi ne abbia bisogno. "Anche noi nel nostro piccolo - spiegano i detenuti in una lettera scritta a mano con l'ordinata grafia di chi ci tiene a farsi leggere e comprendere all'esterno - cerchiamo di dare un contributo al nostro Paese".

I reclusi di Bollate raccontano di aver seguito sui giornali e tv, come tutti, le cronache sul virus "mostro", e "ad essere sinceri ci siamo molto spaventati". Ma "allo stesso tempo - aggiungono - ci siamo chiesti come poter aiutare tutte quelle persone che in questo momento, con un piccolo gesto di solidarietà da parte nostra, possano concretamente realizzare che anche noi che facciamo parte dell'ultima classe sociale ci siamo rapidamente attivati".

Come per la colletta alimentare, che "tramite la direttrice Cosima Buccoliero e il capo area educativa Roberto Bezzi" i detenuti sono riusciti a far "portare rapidamente nelle case dei più bisognosi". Due sforzi con i quali, concludono le persone in carcere a Bollate in questa loro lettera, dove spiegano di voler approfittare dell'occasione della raccolta fondi, "intendiamo veramente ringraziare tutti gli eroi del personale sanitario che, in questo momento così difficile, combattono senza esitare questa durissima battaglia in prima linea, rischiando la propria vita per poter aiutare il prossimo".

L'iniziativa dei detenuti di Bollate, con la raccolta di fondi e la colletta alimentare, si inserisce tra quelle alle quali altri loro compagni in giro per l'Italia stanno dando corpo nei limiti dei propri mezzi. Nel carcere di Poggioreale a Napoli, ad esempio, 30o detenuti hanno aderito alla raccolta di 1.60o euro per l'ospedale Cotugno, trincea avanzata cittadina per la cura delle malattie infettive, e l'hanno fatto spiegando di "voler manifestare il loro sentimento di vicinanza e ringraziamento al personale sanitario di una delle aziende ospedaliere campane più attive nella ricerca e nella cura dei pazienti affetti da Covid-19, sia a livello territoriale, sia a livello nazionale".

Mille euro sono stati invece messi a disposizione nel Lazio anche dai reclusi dell'istituto di Civitavecchia. Ottocento euro sono stati donati dai detenuti dell'alta e media sicurezza della casa circondariale delle Sughere all'ospedale di Livorno. E, infine, in Piemonte a Ivrea la particolarità è che qui i detenuti hanno deciso di promuovere una raccolta fondi in favore dell'ospedale cittadino insieme agli agenti della polizia penitenziaria.

 

 

 

 

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