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Covid-19, due settimane di cessate il fuoco nello Yemen PDF Stampa
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di Riccardo Noury

 

Corriere della Sera, 9 aprile 2020

 

Accogliendo l'appello delle Nazioni Unite per la sospensione delle ostilità, a causa della diffusione della pandemia da Covid-19, la coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti ha proclamato a partire dalle 10 di oggi un cessate il fuoco unilaterale della durata, rinnovabile, di due settimane. A dichiararlo è stato il portavoce della coalizione, il colonnello saudita Turki al-Maliki.

Si apre uno spiraglio di luce per una guerra iniziata la notte tra il 25 e il 26 marzo 2015, quando la coalizione lanciò il primo attacco contro lo Yemen. Obiettivo dichiarato: sconfiggere le forze huthi, che avevano assunto il controllo della maggior parte del paese. Obiettivo conseguito: la peggiore catastrofe umanitaria del mondo secondo le Nazioni Unite.

Da allora tutte le parti coinvolte nel confitto hanno commesso gravi e ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario. Le forze huthi, che ancora controllano buona parte dello Yemen, hanno bombardato indiscriminatamente centri abitati e lanciato missili, in modo altrettanto indiscriminato, verso l'Arabia Saudita. La coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che appoggia il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, ha incessantemente compiuto attacchi indiscriminati contro obiettivi e infrastrutture civili, grazie anche alle criminali forniture di armi da parte degli Usa e di molti stati europei, Italia compresa.

La popolazione civile è intrappolata nel conflitto e sopporta le conseguenze peggiori. Tra morti e feriti, le vittime di questi cinque anni sono state oltre 233.000. I morti tra la popolazione civile sono stati almeno 12.366, ben 3000 dei quali solo nel 2019. La crescente crisi umanitaria ha causato una situazione di insicurezza alimentare per 17 milioni di yemeniti: 14 milioni di essi sono alla fame. La crisi è stata esacerbata da anni di cattivo governo, che hanno favorito la diffusione della povertà e dato luogo a immense sofferenze, inclusa un'epidemia di colera.

 

 

 

 

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