Domenica 27 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Pisa. Processi via Skype: arrestati e detenuti difesi in "remoto" PDF Stampa
Condividi

di Pietro Barghigiani


Il Tirreno, 30 marzo 2020

 

Dal 30 marzo e sino alla fine dell'emergenza sanitaria le udienze si terranno in ambienti separati attraverso videoconferenze. Conoscere leggi e procedure non basta più. Gli avvocati devono diventare smart. Non c'è tempo per imparare se qualcuno è a digiuno di nozioni web. Il nuovo corso, senza una scadenza temporale, inizia domani.

E il verbo nelle virtuali aule giudiziarie sarà dettato dalla funzionalità di Skype. Abili nel diritto, agili nella tecnologia. Il 30 marzo è il giorno del battesimo dei processi a distanza in provincia di Pisa. Videoconferenze che il legale può affrontare usando tablet e telefonino standosene nel salotto di casa o nel proprio studio. È sempre consentito recarsi in Tribunale, ma rimanendo nella camera di consiglio, mai in aula dove ci sono giudice e cancelliere. L'obiettivo è evitare la condivisione degli stessi spazi. Il difensore può anche presentarsi nel luogo in cui il cliente viene trasferito da chi lo ha arrestato. Sono le opzioni inserite nelle linee guida per la celebrazione delle udienze da remoto per la convalida dell'arresto, del fermo e delle direttissime.

È un documento sottoscritto dalla presidente del Tribunale, Maria Giuliana Civinini e dalla Procura con il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni, estensore di gran parte dei contenuti. I programmi, pilastri del processo a distanza, sono due: Skype for Business e Microsoft Teams. Tutti gli operatori dovranno dotare i dispositivi informatici di queste applicazione. In pratica si potrà gestire un'udienza interloquendo con giudice e pm (loro nelle rispettive sedi di lavoro) utilizzando anche un telefonino rimanendo accanto in modo virtuale al cliente piantonato in un altro immobile della provincia.

Accorgimento estremo, ma che rende l'idea delle barriere ormai superabili di spazio e luogo. Un esempio pratico. Le forze dell'ordine arrestano nella notte una persona per furto a San Miniato. L'avvocato, d'ufficio o di fiducia, abita a San Giuliano Terme e viene avvertito dalla polizia giudiziaria con una mail. Anche senza installare il programma, cliccando sul link si entra nella cosiddetta "stanza virtuale" che, altro non è, che la partecipazione all'udienza.

Basta avere un Pc, uno smartphone o un iPad collegato a Internet. L'avvocato può decidere se andare in Tribunale a Pisa (nella stanza della camera di consiglio), o nel luogo dove si trova il suo assistito. Tre opzioni territoriali: giudici di pace di Pontedera, San Minato e Volterra, se l'arresto viene fatto in quelle zone di pertinenza. Se vuole andare in studio o restare a casa può farlo e così ha inizio la videoconferenza. Anche i pm possono restare nel loro ufficio o andare in Tribunale.

Tradotto: dialogando in remoto da quattro posti fisici diversi e lontani (arrestato a San Miniato, avvocato in casa a San Giuliano Terme, pm in Procura e giudice in Tribunale) viene celebrata l'udienza per la convalida dell'arresto. Stessa modalità, con videoconferenza dal carcere, se la convalida o l'udienza con detenuti avviene davanti al gip.

L'Ordine degli avvocati e la Camera penale non hanno firmato il documento. Scrive il presidente dell'Ordine, Stefano Pulidori: "Abbiamo fatto presente che il soggetto arrestato o fermato non è in alcun modo assimilabile al detenuto, all'internato e al soggetto sottoposto a custodia cautelare e che la fattispecie restava regolata dalle norme ordinarie, con udienza da svolgersi alla presenza fisica della parte interessata. Da questo conseguiva, pur sempre con non poche riserve, che la partecipazione da remoto dell'arrestato o fermato all'udienza di convalida avrebbe, al più, potuto ammettersi col di lui consenso e quello del suo difensore". Da domani i processi si fanno a distanza fino alla fine della pandemia.

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it