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India. Coronavirus, rilasciati oltre 400 detenuti da prigione di Nuova Delhi PDF Stampa
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agenzianova.com, 30 marzo 2020


Le autorità del carcere Tihar di Nuova Delhi hanno rilasciato oltre 400 detenuti nel tentativo di decongestionare una delle più grandi prigioni dell'Asia meridionale nel quadro della pandemia di Covid-19 in corso. Lo riferisce l'emittente "Ndtv", precisando che come annunciato dalle autorità carcerarie 365 detenuti sono stati rilasciati su cauzione per 45 giorni, mentre 63 altri sono stati dimessi in libertà vigilata. Il tentativo di ridurre il sovraffollamento carcerario cade dopo che nel paese sono stati confermati finora 25 decessi per cause legate al coronavirus, e segue l'indicazione della Corte suprema, che lo scorso 23 marzo ha ordinato a tutti gli Stati e territori indiani di valutare la possibilità di rilasciare in libertà vigilata i detenuti condannati per reati che comportano fino a sette anni di carcere, nel quadro dell'epidemia di coronavirus. La direzione del carcere di Tihar prevede di rilasciare in totale 3 mila detenuti, esclusi i casi considerati più pericolosi. Nel paese, che dal 25 marzo osserva una serrata totale, sono stati confermati finora 987 casi.

Il primo ministro Narendra Modi ha annunciato lo scorso 24 marzo che dalla mezzanotte l'intera India, un paese con una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, si sarebbe sottoposto a "lockdown" per 21 giorni. Il premier ha richiamato l'attenzione su quello che sta succedendo su scala globale e sulla difficoltà, anche nei paesi avanzati, di far fronte all'emergenza: "Questo virus si è diffuso molto rapidamente in tutto il mondo. Si diffonde come un incendio. Guardando l'esperienza di questi paesi e ciò che dicono gli esperti, l'unico modo efficace per contrastare la diffusione del virus è il distanziamento sociale"; non c'è altra strada: la catena del contagio deve essere spezzata

Il capo del governo ha precisato che il distanziamento riguarda tutti, non solo i pazienti, come alcuni credono, e che i comportamenti irresponsabili si ripercuotono sugli altri. Modi ha ricordato che già adesso la maggior parte degli Stati e dei Territori dell'Unione hanno disposto il blocco di tutte le attività non essenziali e degli spostamenti delle persone. Da mezzanotte tutto il paese adotterà lo stesso protocollo. Il premier ha spiegato che sarà come il "coprifuoco del popolo" indetto domenica 22 marzo, una sorta di prova generale della capacità di isolamento in casa, ma più stringente, e ha sottolineato che si tratta di una misura necessaria e che i prossimi 21 giorni saranno cruciali per il futuro del paese.

 

 

 

 

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