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L'Iran chiede la liberazione dei sui detenuti negli Stati Uniti PDF Stampa
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di Maria Grazia Rutigliano

 

sicurezzainternazionale.luiss.it, 28 marzo 2020

 

Il governo di Teheran ha esortato gli Stati Uniti a liberare i detenuti iraniani nelle carceri statunitensi, citando i timori per la pandemia di coronavirus. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha accusato Washington di aver imprigionato un certo numero di iraniani, sopratutto per questioni legate al mancato rispetto delle sanzioni, e ha dichiarato che in queste circostanze quelle persone dovrebbero essere liberate. "Gli Stati Uniti rifiutano persino il ritiro medico degli uomini innocenti imprigionati in strutture orribili. Rilasciate i nostri uomini", ha scritto su Twitter.

Nel frattempo, il bilancio delle vittime in Iran per il coronavirus è salito a 2.378, il 27 marzo, con un balzo di 144 nuove vittime. L'Iran è uno dei Paesi più colpiti al mondo. Zarif ha anche fatto riferimento a un rapporto del quotidiano The Guardian su Sirous Asgari, un professore che secondo il ministro è ancora detenuto in una struttura affollata, dopo essere stato assolto a novembre dall'accusa federale di aver rubato segreti commerciali. "Gli Stati Uniti hanno preso in ostaggio diversi scienziati iraniani, senza accusa o con accuse legate alle sanzioni, e non rilasciandoli; anche quando i propri tribunali respingono le assurde accuse", ha aggiunto Zarif.

Intanto, come previsto dagli esperti del settore, la pandemia si sta diffondendo rapidamente anche negli Stati Uniti, con gravi conseguenze per il futuro del Paese. Il 27 marzo si è verificato, su scala nazionale, un aumento di oltre 15.000 casi in un giorno. Tale sconvolgente ondata può essere spiegata sia dalla diffusione del virus sia da un aumento dei test, dopo settimane di carenza. Con tale aumento, il numero totale dei casi confermati negli Stati Uniti supera gli 82.000. A peggiorare la situazione, quando l'epidemia è arrivata negli Stati Uniti, lo stesso presidente ha ignorato i campanelli d'allarme e ha minimizzato i rischi. Il risultato, ad oggi, è che il numero di casi confermati è salito alle stelle negli Stati Uniti, con oltre 250 casi per 1 milione di persone, molto più della Cina, che ha circa 57 casi per 1 milione di persone.

 

 

 

 

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