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Dal carcere a casa. Gli Usa liberano migliaia di detenuti PDF Stampa
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di Angelica Ratti


Italia Oggi, 25 marzo 2020

 

Da due settimane negli Stati americani più colpiti dal coronavirus le amministrazioni degli istituti penitenziari hanno deciso di liberare alcuni detenuti, confinandoli ai domiciliari, per ridurre l'affollamento delle prigioni (2,2 milioni di persone sono dietro le sbarre) e tentare, in questo modo, di limitare la diffusione del virus all'interno delle carceri a protezione anche del personale che vi lavora. Già centinaia di detenuti sono stati messi in quarantena e tra loro la pandemia di Covid-19 sta seminando il panico, mentre le visite dei famigliari sono state sospese in 37 Stati (in 15 Stati anche quelle degli avvocati).

Dalla prigione di Rickers Island di New York è partito l'allarme diretto al ministero della giustizia. A Los Angeles la popolazione carceraria è stata ridotta di oltre 800 persone (su un totale di 17.076) e gli arresti sono diminuiti da 300 al giorno a 60. Nell'Ohio, Kentucky, Texas, migliaia di detenuti anziani o in attesa di giudizio sono stati mandati ai domiciliari.

In California, il carcere di Santa Rita, uno dei più grandi dello Stato americano con 2.600 detenuti, ha deciso di liberare 314 prigionieri, secondo quanto ha riportato Le Monde. Per i detenuti è stato un regalo inaspettato del coronovirus anche se sono consapevoli di passare da un confinamento ad un altro dal momento che il governatore della California, Gavin Newson ha detto ai 40 milioni di abitanti del suo Stato di stare chiusi a casa. L'amministrazione del penitenziario di Santa Rita ha scelto di liberare chi aveva pene brevi da scontare, inferiori a 45 giorni, ma anche quelli che normalmente non avrebbe voluto rilasciare come alcuni carcerati che scontano pene per omicidio che hanno beneficiato di questa opportunità perché affetti da patologie croniche che aumentano i rischi in caso di contagio.

La pandemia di Covid-19 accelera la riforma penale avviata dall'ex presidente Barack Obama e proseguita da Donald Trump per riconsiderare il modello repressivo della guerra contro la droga degli anni 1980-90. Un gruppo di procuratori ha chiesto alla polizia di evitare di incarcerare i sospettati che non sono accusati di minacce fisiche e che non possono pagare la cauzione per la libertà provvisoria. Inoltre, hanno suggerito anche di liberare i detenuti di età superiore ai 55 anni che sono i più esposti al rischio di contagio.

 

 

 

 

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