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Reati di deposito e smaltimento illecito di rifiuti. Selezione di massime PDF Stampa
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Il Sole 24 Ore, 23 marzo 2020


Reati ambientali - Rifiuti - Gestione dei rifiuti - Potature di alberi - Residui non costituenti rifiuto - Condizioni. Gli sfalci e le potature sono dei rifiuti per i quali vale la deroga stabilita all'art. 185, d.lgs. n. 152/2006, nei limiti in cui siano gestiti e riutilizzati a servizio dell'agricoltura, silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione o a mezzo cessione a terzi e sempre a condizione che siano osservate delle procedure che tutelino l'ambiente e che non mettano in pericolo la salute umana.

• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 9 marzo 2020 n. 9348.

 

Sanità pubblica - In genere - Residui di potatura e pulitura di alberi - Scarico in luogo non autorizzato - Dirigente dei servizi tecnici comunali - Reato di cui all'art. 6, comma 1, lett b), d.l. n. 172 del 2008, conv. in legge n. 210 del 2008 - Responsabilità - Sussistenza. Risponde del reato di deposito incontrollato di rifiuti, di cui all'art. 6, comma 1, lett. b), del d.l. 6 novembre 2008, n. 172, conv. in legge 30 dicembre 2008, n. 210, il dirigente dei servizi tecnici comunali che disponga il deposito dei residui di potatura degli alberi, unitamente a rifiuti provenienti da demolizione stradali e di rifiuti urbani di vario tipo, in modo incontrollato e in un sito non autorizzato.

• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 28 agosto 2019 n. 36480.

 

Sanità pubblica - In genere - Qualificazione di un oggetto quale rifiuto - Natura di accertamento di fatto - Sindacabilità in cassazione - Limiti. In tema di gestione di rifiuti, l'accertamento della natura di un oggetto quale rifiuto ai sensi dell'art. 183, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 costituisce una "quaestio facti", come tale demandata al giudice di merito e insindacabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione esente da vizi logici o giuridici.

• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 10 giugno 2019 n. 25548.

 

Sanità pubblica - In genere gestione dei rifiuti - Deposito temporaneo - Condizioni di legge - Permanenza dei rifiuti per un periodo non superiore all'anno o al trimestre - Necessità - Sussistenza. In tema di gestione illecita dei rifiuti, ricorre la figura del deposito temporaneo solo nel caso di raggruppamento di rifiuti e del loro deposito preliminare alla raccolta ai fini dello smaltimento per un periodo non superiore all'anno o al trimestre (ove superino il volume di 30 mc), nel luogo in cui gli stessi sono materialmente prodotti o in altro luogo, al primo funzionalmente collegato, nella disponibilità del produttore e dotato dei necessari presidi di sicurezza.

• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 7 novembre 2018 n. 50129.

 

Sanità pubblica - In genere - Gestione dei rifiuti - Incenerimento di residui vegetali - Inosservanza delle condizioni di cui all'art. 182, comma 6-bis, d.lgs. n.152 del 2006 - Reato di cui all'articolo 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152 del 2006 - Sussistenza. In tema di gestione dei rifiuti, integra il reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'art. 256, comma, lett. a), d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, la combustione di residui vegetali effettuata senza titolo abilitativo nel luogo di produzione oppure di materiale agricolo o forestale naturale, anche derivato da verde pubblico o privato, se commessa al di fuori delle condizioni previste dall'articolo 182, comma 6-bis, primo e secondo periodo; viceversa la combustione di rifiuti urbani vegetali, abbandonati o depositati in modo incontrollato, provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali, è punita esclusivamente in via amministrativa, ai sensi dell'art. 255 del citato d.lgs. n. 152.

• Corte di cassazione, sezione III, sentenza 2 agosto 2017 n. 38658.

 

 

 

 

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