Martedì 29 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Iraq. Le prove sull'uccisione intenzionale dei manifestanti PDF Stampa
Condividi

di Riccardo Noury


Corriere della Sera, 21 marzo 2020

 

Da una nuova, esclusiva indagine visuale di Amnesty International e Situ Research è emerso con tragica chiarezza come, durante le manifestazioni dello scorso ottobre, le forze di sicurezza irachene abbiano volutamente ucciso o ferito in modo grave decine di manifestanti lanciando granate di tipo militare direttamente contro la folla. Le due organizzazioni hanno realizzato un sito interattivo che contiene tra l'altro una ricostruzione in 3D di episodi mortali avvenuti nella capitale Bagdad, nei pressi di piazza Tahrir e del ponte Jimhouriya.

La nuova indagine conferma quella precedente di Amnesty International, che per prima aveva identificato quelle granate come modelli per uso militare: la granata M99 prodotta dalla fabbrica serba Sloboda Cacak, la granata contenente gas lacrimogeno M651 e la granata fumogena M713, queste ultime prodotte dall'Organizzazione delle industrie della difesa in Iran. Del peso di circa 250 grammi, queste granate sono 10 volte più pesanti dei normali candelotti di gas lacrimogeno. Viaggiano alla stessa velocità di questi ultimi ma hanno un impatto assai maggiore, specialmente quando vengono lanciate da un'angolatura bassa. La forza prodotta ha colpito le vittime in maniera orribile: granate intere (come si vede nel dettaglio di una Rx in alto) o grandi schegge di metallo sono penetrate nel cranio e nei corpi dei manifestanti, dalle cui ferite aperte usciva ancora del fumo. Gli esperti di Amnesty International hanno detto che quelle immagini sono tra le peggiori mai viste.

Situ Research ha utilizzato un modello digitale per simulare il lancio di una delle granate, attraverso l'uso di gelatina balistica: un'analisi fatta comunemente dagli esperti per determinare il tipo e la gravità delle ferite causate dalle pallottole e da altri proiettili. Sulla gelatina la granata ha avuto un impatto notevolmente simile a quello di un fucile calibro 12 usato per cacciare selvaggina. In altre parole, quando sono esplose direttamente contro un bersaglio da un'angolatura bassa, le granate cosiddette "meno che letali" sono letali tanto quanto armi pesanti che hanno lo scopo dichiarato di uccidere.

Attraverso l'esame dei video e la raccolta di testimonianze di manifestanti e operatori sanitari, Amnesty International ha potuto documentare la morte di oltre 20 persone a causa di queste granate da quando, lo scorso ottobre, sono iniziate le proteste. Ma poiché le ricerche si basano solo su immagini validate e su testimonianze dal terreno, il numero reale delle vittime potrebbe essere assai più alto. Purtroppo, dopo una pausa tra la fine di novembre e dicembre, nuove immagini hanno di nuovo documentato l'uso delle granate, a gennaio e a febbraio del 2020.

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it