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Rivolta nelle carceri, Bonafede in Senato: "Sono atti criminali" PDF Stampa
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La Repubblica, 11 marzo 2020


Sono 6.000 i detenuti coinvolti nei disordini. Il ministro della Giustizia al Senato nella sua relazione sulle violente proteste nei penitenziari: "Tamponi ai detenuti". "Fuori dalla legalità, e addirittura, nella violenza non si può parlare di protesta: si deve parlare semplicemente di atti criminali". Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in aula al Senato nella sua relazione sulle rivolte di questi giorni in diverse carceri italiane dopo la sospensione dei colloqui per l'emergenza coronavirus e la paura del contagio. "Lo dico anche per sottolineare che le immagini dei disordini e gli episodi più gravi sono ascrivibili ad una ristretta parte dei detenuti- ha spiegato - la maggior parte di essi, infatti, ha manifestato la propria sofferenza e le proprie paure con responsabilità e senza ricorrere alla violenza".

"Sono 12 i morti" durante i disordini, ha proseguito il Guardasigilli. Nelle carceri, decessi "per lo più ricondubili dai primi rilievi ad abuso di sostanze farmaceutiche". E aggiunge: "Mi piace sottolineare che in tutti casi più gravi le istituzioni si sono dimostrate compatte: magistrati, prefetti, questori e tutte le forze dell'ordine sono intervenuta e senza esitare rendendo ancora più determinato il volto dello Stato di fronte agli atti delinquenziali che si stavano consumando". Quanto al caos verificatosi nel carcere di Foggia, "allo stato, risultano latitanti 16 detenuti che erano soggetti al regime di media sicurezza".

"Sono 40 gli agenti della Polizia penitenziaria feriti" durante i disordini, prosegue Bonafede che augura loro "una pronta guarigione". E aggiunge: "Le rivolte sono state portate avanti da 6mila detenuti. Mi piace sottolineare che in tutti casi più gravi le istituzioni si sono dimostrate compatte: magistrati, prefetti, questori e tutte le forze dell'ordine sono intervenuta e senza esitare rendendo ancora più determinato il volto dello Stato di fronte agli atti delinquenziali che si stavano consumando".

Il ministro ha poi elencati altri dati: "Attualmente sono 83 le tensostrutture ed è stata richiesta la fornitura - per le regioni Emilia-Romagna, Lazio e Abruzzo - di ulteriori 14 tende, per il servizio pretriage in carcere data l'emergenza sanitaria".

E continua: "Proprio ieri è arrivata la prima fornitura di circa 100.000 mascherine che sono in fase di distribuzione, prioritariamente agli operatori che accedono dall'esterno. Da oggi, d'intesa con la protezione civile, anche in conseguenza dell'estensione della cosiddetta 'zona protetta' a tutto il territorio nazionale, verranno effettuati i tamponi ai detenuti trasferiti a vario titolo, che si sommano alle operazioni di triage".

 

 

 

 

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