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Carceri in rivolta: 8 vittime a Modena, altri 3 detenuti morti a Rieti PDF Stampa
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Il Fatto Quotidiano, 10 marzo 2020

 

Nuove proteste a Siracusa e Caserta. A Foggia evasione di massa: 23 in fuga. Procura di Milano apre inchiesta sulla sommossa a San Vittore. Sono 8 le vittime tra i detenuti a Modena dopo la rivolta di lunedì. Non si fermano i disordini nei penitenziari italiani da Nord a Sud: alcuni detenuti tornano sul tetto a San Vittore (Milano) e al Pagliarelli (Palermo). Tra gli evasi in Puglia, anche esponenti della mafia garganica e un condannato per omicidio. Il sindacalista della polizia: "Rischio che dietro le rivolte simultanee ci sia la criminalità organizzata".

Continuano le proteste nelle carceri: da Siracusa ad Aversa, da San Vittore al Pagliarelli di Palermo. A Rieti tre detenuti sono morti dopo aver assunto farmaci rubati dall'infermeria durante la sommossa andata avanti per ore e sedata solo nella notte. Altri 7 sono stati trasportati in ospedale, di questi 3 sono attualmente ricoverati in terapia intensiva, mentre un altro detenuto, più grave, è stato trasferito in elicottero a Roma. Sono otto invece le vittime tra i detenuti del carcere di Modena, dopo la rivolta di lunedì. Quattro sono morti nello stesso penitenziario, gli altri sono tra i reclusi trasferiti ad Alessandria, Verona, Parma e Ascoli. Secondo le prime indagini, avevano assunto psicofarmaci rubati dal cassetto delle medicine dopo l'assalto all'infermeria del carcere.

Dopo i disordini di domenica e lunedì in 22 penitenziari in tutt'Italia, da Modena a Palermo, nella notte nuove rivolte si sono verificate a Siracusa, nel carcere di Cavadonna, dove 70 detenuti hanno dato alle fiamme le lenzuola e hanno utilizzato le brande per sfondare alcuni cancelli. Distrutto l'impianto di videosorveglianza e danneggiata anche una delle due cucine, che è stata resa di fatto inagibile. La protesta dei detenuti è in corso al blocco 50, quello di media sicurezza: la popolazione nel carcere è di circa 680 detenuti, un centinaio in più della capienza massima.

Ad Aversa, nel Casertano, durante il cambio di turno di mezzanotte, i detenuti hanno protestato rumorosamente sbattendo oggetti contro le inferriate e bruciando pezzi di carta nelle loro celle. Questa mattina invece un gruppo di detenuti del carcere milanese di San Vittore, una trentina circa, sono tornati a protestare sul tetto dell'istituto. La stessa cosa accade anche al Pagliarelli di Palermo. Ne dà notizia il segretario generale del Sappe Donato Capece. Altre proteste sono in corso anche a Campobasso e Matera, ma in questi casi, consistono nella battitura delle sbarre.

Aperta inchiesta a Milano – I motivi delle rivolte, in tutti gli istituti, sono gli stessi: molti chiedono l'amnistia, lamentando la paura del contagio del coronavirus. Altri hanno protestato perché le misure varate dal governo per combattere l'emergenza comprendono anche una serie di restrizioni ai colloqui con i parenti. Intanto la Procura di Milano ha aperto un'indagine al momento a carico di ignoti per devastazione, saccheggio e resistenza, in relazione alla rivolta dei detenuti di San Vittore. Il fascicolo è coordinato da Alberto Nobili, responsabile dell'Antiterrorismo milanese, e dal pm Gaetano Ruta che ieri sono addirittura saliti su una gru per trattare con i carcerati.

Foggia, ancora caccia a 23 detenuti evasi – A Foggia continuano le ricerche di 23 evasi: tra cui persone legate alla mafia garganica e un condannato per omicidio, Cristoforo Aghilar, il 36enne che il 28 ottobre scorso ha ucciso ad Orta Nova Filomena Bruno, 53 anni, mamma della sua ex fidanzata. Ieri, approfittando dei disordini, 77 detenuti sono riusciti a fuggire: 54 sono stati già catturati, tra cui due persone che hanno scelto di costituirsi. Al momento per tutti l'accusa è di evasione, e successivamente sarà analizzata la posizione di ogni singolo detenuto. Secondo i giornali locali, tra gli evasi in fuga ci sono anche quattro persone legate alla mafia foggiana: Francesco Scirpoli, 38 anni, Andrea Quitadamo detto "Baffino junior", 30 anni, Francesco Notarangelo detto "Natale", 54 anni, e Bartolomeo Pio Notarangelo, 32enne.

A Melfi liberati i nove ostaggi – Situazione rientrata alla normalità a Melfi (Potenza) dove, dopo circa dieci ore di proteste, sono stati liberati i nove ostaggi – quattro agenti della polizia penitenziaria e cinque operatori sanitari – e i detenuti sono rientrati nelle sezioni. Situazione sotto controllo anche ad Alessandria. La situazione ha provocato reazioni da parte della politica: l'opposizione hanno auspicato l'intervento dell'esercito, mentre i renziani hanno chiesto al ministro della giustizia Alfonso Bonafede di riferire il Parlamento. L'informativa del guardasigilli è stata fissata per mercoledì 11 marzo alle ore 17.

"Le mafie dietro le rivolte" – "I provvedimenti presi hanno proprio la funzione di garantire proprio la tutela della salute dei detenuti e tutti coloro che lavorano nella realtà penitenziaria, ma deve essere chiaro che ogni protesta attraverso la violenza è solo da condannare e non porterà ad alcun buon risultato", ha detto il ministro della Giustizia. Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, ha sottolineato come le proteste siano cominciate contemporaneamente in tutto il Paese: "La contemporaneità delle rivolte all'interno delle carceri italiane lascia pensare che ciò a cui stiamo assistendo sia tutt'altro che un fenomeno spontaneo – ha detto Pianese – C'è il rischio che dietro le rivolte possa esserci la criminalità organizzata".

Il riassunto delle rivolte in tutta Italia – Le proteste sono iniziate domenica, a Frosinone e a Modena. Detenuti in rivolta a Piacenza, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Disordini a San Vittore a Milano e a Rebibbia a Roma, con le infermerie assaltate: fuori dal carcere romano si sono radunati i familiari dei detenuti, che per qualche ora hanno bloccato la via Tiburtina. Situazione tornata alla normalità a Regina Coeli, dopo i roghi appiccati per protesta. A Pavia due poliziotti tratti in ostaggio poi sono stati liberati. Analoghe scene di protesta a Napoli e Salerno, a Torino e Alessandria. Le agitazioni e le rivolte delle scorse ore hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine anche a Frosinone, Alessandria, Lecce, Bari e Vercelli. Caos anche a Prato. Danneggiato l'istituto penitenziario di Salerno, dove la rivolta è terminata in giornata, mentre ad Ariano Irpino e a Santa Maria Capua Vetere c'è stata una vera e propria rivolta.

A Foggia evasioni di massa – La situazione peggiore si è registrata a Foggia, con oltre 70 detenuti detenuti evasi. In un caso i fuggitivi hanno rapinato un meccanico di auto e attrezzi nella zona del Villaggio Artigiani, l'area nella quale si trova il carcere. Quattro detenuti evasi sono stati fermati sulla tangenziale di Bari: avevano appena rubato un'auto, intercettata grazie al numero di targa. Nel frattempo il penitenziario foggiano, secondo alcune fonti della polizia, era finito completamente in mano ai rivoltosi, che hanno rotto le finestre e divelto un cancello della block house, la zona che li separa dalla strada. All'ingresso della casa circondariale è stato appiccato un incendio.

 

 

 

 

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