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Coronavirus: nelle carceri stretta su colloqui, permessi e semilibertà PDF Stampa
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di Marco Mobili


Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2020

 

Fino al prossimo 3 aprile i colloqui in carcere si svolgeranno in video o al telefono e saranno limitati i permessi e la libertà vigilata. Da valutare misure di detenzione domiciliare. Il nuovo decreto del Governo con le misure di contenimento del Coronavirus entra in tutte le carceri d'Italia. L'obiettivo è quello di evitare il diffondersi del virus in strutture già al limite in termini di sicurezza sanitaria. Per alzare il livello di guardia vengono introdotte limitazioni ai colloqui che potranno avvenire solo in video o al telefono così come ai permessi e alla libertà vigilata.

La stretta a colloqui e uscite - Fino al prossimo 3 aprile, salvo poi ulteriori proroghe disposte dal Governo, in tutte le carceri italiani i colloqui visivi si devono svolgere in modalità telefonica o a video. E questo anche in deroga alla durata prevista dalle regole attualmente in vigore. Solo in casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale ma solo a condizione che sia garantita "in modo assoluto" la distanza di due metri. Un tema caldo quello delle restrizioni sui colloqui individuali che già nella giornata di sabato 7 marzo ha fatto registrare la protesta dei detenuti in alcuni istituti penitenziari come quello di Salerno e quello di Carinola (Ce).

Restrizioni per entrate e uscite dal carcere - Si tratta solo di una raccomandazione quella con cui il Governo chiede agli istituti penitenziari di limitare i permessi e la semilibertà o quanto meno di modificare i due regimi così da evitare l'uscita e il rientro dalle carceri. Piuttosto sarebbe opportuno valutare "la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare".

Gestione di nuovi ingressi e casi sintomatici - Per gestire i nuovi ingressi nelle carceri, gli istituti penitenziari e quelli penali per i minorenni dovranno adottare i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Inoltre le varie articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale dovranno assicurare al ministero della Giustizia il supporto necessario per il contenimento della diffusione del Covid-19, anche attraverso specifici presidi. In caso di nuovi ingressi di soggetti positivi al virus l'istituto dovrà provvedere a porre in isolamento il detenuto con la possibilità di valutare misure alternative al carcere di detenzione domiciliare.

 

 

 

 

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