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Egitto. L'Alma mater manderà i libri in carcere a Zaki PDF Stampa
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di Andrea Sangermano


dire.it, 8 marzo 2020

 

Lo afferma il rettore Francesco Ubertini, commentando l'ennesima udienza negativa per il ricercatore egiziano ormai da oltre un mese in cella nel suo Paese. L'Alma Mater di Bologna prenderà contatti con l'ambasciatore egiziano perché' a Patrick Zaki sia permesso di avere i suoi libri e di continuare a studiare anche in carcere. Lo afferma il rettore Francesco Ubertini, commentando così l'ennesima udienza negativa per il ricercatore egiziano ormai da oltre un mese in cella nel suo Paese. "Non ci arrendiamo - afferma Ubertini - continueremo ad andare avanti e a tenere alta l'attenzione sul caso finché Patrick non sarà rilasciato. Lo sconcerto e l'amarezza di aver appreso, ancora una volta, la mancata scarcerazione del nostro studente, non intaccheranno la nostra determinazione".

Il rettore dice di essere stato "molto colpito" dalle parole rivolte da Zaki alla sua famiglia, durante una delle visite in carcere, dicendo di volere i suoi libri per studiare anche in cella. "Sento il dovere, come rettore dell'Università in cui è iscritto, di soddisfare la sua richiesta- dice Ubertini- proprio in questi giorni in cui la didattica è ripresa scriverò all'ambasciatore egiziano perché' a Patrick sia data la possibilità di proseguire gli studi. Da parte nostra ci rendiamo disponibili come Ateneo a favorire in ogni modo questa sua volontà".

Intanto in Parlamento, la senatrice M5s Michela Montevecchi continua a sollecitare perché' sia mantenuta alta l'attenzione sulla vicenda di Zaki. Il giovane è tuttora "nel limbo - sottolinea Montevecchi - la cosa certamente preoccupa. Anche questa volta all'udienza erano presenti rappresentanti della Ue e della nostra ambasciata, oltre che i rappresentanti delle ambasciate degli Stati Uniti e della Svizzera".

Per questo, afferma la senatrice M5s, "come membro della commissione Diritti umani rinnovo la richiesta di audizione del funzionario delegato dalla Ue per continuare ad approfondire la conoscenza della vicenda e continuare a monitorarla. Sono certa che la commissione Diritti umani continuerà a tenere i fari puntati su Patrick al quale spero giunga il messaggio che non è solo".

 

 

 

 

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